Il valore del tempo ovvero  “il tempo non è denaro”

Ho rubato il titolo del libro del Dott. Paolo Coluccia (Il tempo… non è denaro, BFS, Pisa 2003) per riflettere sulla modalità in cui percepiamo il tempo, come lo investiamo ed il valore che gli attribuiamo.

 “Dedichiamo molto tempo a far lievitare l’economia, ma il nostro tempo … è qualcosa di molto più importante, è una grande ricchezza e non possiamo svilirlo rapportandolo in assoluto all’utilità e all’interesse. Il tempo che passa ogni giorno, ogni attimo, è tutta la nostra vita. Dobbiamo togliere al tempo la nozione di “rendimento”, per sostituirla con quella fluttuante del “vivente”. Il tempo come un “nuovo fattore di ricchezza”…” dice l’autore.

Ma il tempo esattamente cosa è? La dimensione nella quale si concepisce e si  misura il trascorrere degli eventi. Esso induce la distinzione tra passato, presente e futuro. Un concetto talmente complesso che da sempre è oggetto di studi, riflessioni sia a carattere filosofico che a carattere scientifico.

la percezione del tempo per post

Per quel che riguarda la concezione del tempo dipende dalla mente: il passato è generato dal ricordo di ciò che abbiamo vissuto, il presente è la lettura e comprensione del reale ed il futuro è una sorta di previsione da cui spesso ci facciamo guidare. Dal punto di vista strettamente psicologico è molto importante il modo in cui viviamo il tempo. A tutti è capitato di avere la percezione che il tempo non passi mai quando una situazione è scomoda, o non si sa cosa fare e come al contrario il tempo possa volare se si è molto impegnati o se viviamo emozioni intense e piacevoli. Da questo ne consegue che le tre dimensioni (presente, passato e futuro) possono essere percepite in maniera molto differente e la modalità in cui ci relazioniamo con esse condiziona il nostro benessere, ma condiziona anche le nostre performance come può creare disturbi psicologici.

Ad esempio chi vive nel passato e ne è prigioniero (tipico degli stati malinconici e depressivi) non ha capacità di immaginazione per pensare ad azioni e situazioni future e quindi programmarle.  Il tempo non è più vissuto, ma subito. Spesso sono traumi di varia natura a creare questa percezione che fanno restare la persona bloccata nell’incapacità ad imparare dall’esperienza che porta spesso a generare gli stessi errori.

Chi vive solo in funzione del futuro spesso vive una situazione di angoscia  determinato dall’ansia dell’incertezza. Si vive in una continua anticipazione del futuro che spesso causa anche attacchi di panico (ansia anticipatoria) fa perdere di vista il presente. Per chi vive nel presente allora tutto fila liscio? Nella psicopatologia potremmo trovarci di fronte a realtà dove tutto è presente (non radicato nel passato e non proiettato al futuro) e sconfinare nella mania.

Esistono poi situazioni comuni e non patologiche in cui viviamo alterazioni del rapporto con il presente come una sorta di lotta contro il tempo con ansia e fretta. Voler fare tutto e bene, fare cose senza delegare crea una sorta di frenesia di vita che genera frustrazione, ansia, nervosismo e disturbi psicosomatici come disturbi digestivi, mal di testa o insonnia.

Vista l’importanza del tempo per la nostra vita cerchiamo di ritagliarne un pò non solo per le attività produttive (economiche) o sociali, ma anche per le relazioni emotive importanti. Dedicare un pò più di tempo alla propria famiglia e agli amici crea una naturale sensazione di benessere e ci aiuta ad approcciarci alla vita con tempi più idonei alle nostre risorse fisiche e mentali. Per ricordarvelo per tutta la settimana vi proporrò sui social frasi su cui riflettere e mettere in pratica alcuni comportamenti.

 

 

 

RACE FOR THE CURE 2017 : Al villaggio della prevenzione grande successo delle terapie integrate.

Un weekend, da venerdì 19 a domenica 21 maggio, ricco di iniziative al Circo Massimo in occasione dell’evento simbolo della Komen Italia : la Race for the cure. Impegnata da quasi 20 anni nella lotta contro i tumori al seno, grazie ai suoi instancabili volontari, la  Susan G. Komen Italia anche quest’anno ha permesso una tre giorni ricca di iniziative dedicate a salute, sport, benessere e solidarietà culminata domenica scorsa con la tradizionale corsa di 5 km e la passeggiata di 2 km. Tanti momenti ricchi di emozione hanno animato questi weekend: dal tradizionale lancio dei palloncini rosa, agli applausi quando le donne in rosa hanno aperto la corsa.

L’edizione 2017 ha confermato la possibilità di usufruire di tante iniziative gratuite: consulti medici e prestazioni specialistiche gratuite per la diagnosi precoce dei tumori del seno e delle principali patologie femminili. Stage di apprendimento di discipline sportive, esibizioni di fitness, attività di relax e benessere oltre a laboratori pratici e teorici di sana alimentazione. Iniziative educative e ricreative dedicate alle “Donne in Rosa”, donne che si sono confrontate con il tumore del seno e che testimoniano che da questa malattia si può guarire. Tante le aree specifiche da quelle dedicate ai bambini ricche di iniziative ludiche e didattiche e spazi di  intrattenimento per tutta la famiglia con sport, musica e giochi.

La novità più apprezzata per questa 18esima edizione è stata l’area dedicata alle terapie integrate che hanno riscosso un notevole successo. La finalità delle terapie complementari in Oncologia è quella di potenziare le terapie standard (chirurgia, chemioterapia, radioterapia, ormonoterapia) per favorire nel paziente una migliore gestione, anche emotiva, della patologia, attraverso un percorso di cura personalizzato. Tante le attività gratuite per il benessere psico-fisico proposte nel villaggio della salute tra cui: Pet Therapy, Shiatsu, Yoga della Risata, Yoga, Riflessologia Plantare, Rilassamento muscolare, Qi Gong, Laboratori di musicoterapia, Laboratori di arte terapia,L’orto sul terrazzo. Tutti gli operatori hanno svolto con accuratezza e dedizione ogni prestazione con spiegazioni e consigli adatti ad ogni singolo utente. Numerosa l’affluenza e tanti commenti positivi anche da quelli che prima dell’esperienza si sarebbero definiti scettici.

Dal 2014 presso il Centro di Senologia del Policlinico A. Gemelli è attivo un Servizio di Terapie Oncologiche Integrate : fornisce prestazioni ambulatoriali per le pazienti oncologiche del Polo ed anche provenienti da altre strutture, con la finalità di integrare in un percorso di cura condiviso, sicuro e basato su evidenze, consulenze su stili di vita (nutrizione ed attività fisica), supporto psicologico e terapie complementari validate, in grado di migliorare la tolleranza ai trattamenti convenzionali, favorire un pieno recupero del benessere psico-fisico durante ed al termine dei trattamenti e migliorare la qualità di vita delle donne che affrontano la patologia tumorale. Riteniamo che un percorso integrato all’interno di una struttura affidabile e prestigiosa sia il miglior deterrente contro il possibile abbandono delle terapie convenzionali, a favore di cosiddette medicine alternative al di fuori dei luoghi di cura riconosciuti.” dice il Dott. Stefano Magno responsabile del Servizio di Terapie integrate in una recente intervista.

Malattie di origine psicosomatica: la PSORIASI “Corazza delle emozioni”

La psoriasi è un’infiammazione cronica e recidivante della pelle, non contagiosa e non infettiva. Il meccanismo alla base della psoriasi è immunologico.  La lesione di psoriasi classica presenta un’area di eritema (rossore) a margini netti, sovrapposta da squame di colore bianco madreperla provocate da anormale ispessimento dello strato corneo. Le sedi più colpite da psoriasi sono: gomiti, ginocchia, mani, coccige, cuoio capelluto, piedi.

La psoriasi è una patologia a causa multifattoriale, alla quale concorrono:

fattori genetici: la psoriasi è a predisposizione genetica familiare. I parenti di primo grado di soggetti con psoriasi hanno un rischio 10 volte superiore di sviluppare la malattia

fattori ambientali: psicogeni ed emotivi (lutti, incidenti), fisici (ferite, traumi, lesioni), farmaci (fans, betabloccanti, litio), infettivi (episodi febbrili, faringite streptococcica nei bambini).
La psoriasi è una patologia della pelle molto complessa da trattare. Le diverse terapie si propongono di ridurre l’infiltrato infiammatorio e l’iperproliferazione dei cheratinociti.

psoriasi-prurito

In un’ottica psicosomatica la psoriasi rappresenta la difficoltà di comunicare le proprie emozioni; nelle zone colpite del corpo, infatti, la cute si presenta ispessita e ricoperta da squame che non consentono alla pelle di effettuare scambi con l’esterno. Sul piano simbolico questa manifestazione ha un preciso significato: la persona ha delle parti di sé molto fragili e su queste mette una sorta di “corazza” per difendersi dagli scambi emotivi con il mondo esterno poichè percepiti come troppo pericolosi. Ciclicamente la corazza si riduce e lascia spazio ad un eritema che brucia e prude e che, sul piano psicologico, rappresenta la forza dell’emozione che tenta di farsi strada fra le difese che la persona ha messo tra sé e il mondo. In alcuni casi, dopo un’attenta consultazione medica, risulta efficace nonché consigliata una terapia psicologica.

 

OBESITA’ : ENERGIA INTRAPPOLATA NEL CORPO

Siamo sempre più spesso legati ad una individualità “socialmente accettabile” che dimentichiamo chi siamo veramente. Spesso il nostro essere viene schiacciato sotto una facciata di perbenismo. Molte persone per tutta la vita fanno quello che “va fatto”, ma non quello che “vorrebbero fare” davvero.

L’eccesso di cibo e la grande facilità di procurarlo fanno il resto. Ne consegue un aumento di peso spesso esagerato che va a modificare talmente tanto le fattezze dell’individuo che quasi diventa irriconoscibile. Sicuramente non lo è per la sua “vera essenza” schiacciata, annullata sotto un “peso” enorme.

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In un’ottica psicosomatica il grasso in eccesso di soggetti in forte sovrappeso rappresenta il tentativo inconscio di difendersi dai traumi della vita. L’adipe, per la persona che ritiene di non essere apprezzata, che si sente svalutata ed insicura, diventa una sorta di barriera contro le sofferenze.

Spesso si associa anche ad un vestire “dimesso” per passare inosservati. Non solo  la persona mette una barriera tra sé e l’altro, ma assumendo una forma meno attraente scoraggia i temuti, benchè desiderati, rapporti sentimentali. L’obesità è una patologia collettiva del nostro tempo, il talento personale “ristagna” compresso nell’individuo ed andiamo troppo di fretta per fermarci, comprendere ed analizzare cosa sta accadendo. Non è quindi solo una questione di calorie ingerite, ma del perchè si sono ingerite e questo richiede un aiuto.

Cefalea “un ingorgo di pensieri”

Per mal di testa o cefalea si intende il dolore  provato in qualsiasi parte della  testa o del collo. Può essere un   sintomo di diverse patologie.Il tessuto cerebrale   di per sé non è sensibile al dolore, poiché manca di recettori adatti, perciò il dolore è percepito per via della perturbazione delle strutture sensibili che si trovano intorno al cervello. Nove zone della testa e del collo hanno queste strutture:il cranio,  muscoli, nervi, arterie, vene, tessuti sottocutanei, occhi, orecchie, seni paranasali e mucose. La cefalea è un sintomo aspecifico, ciò significa che ha molte possibili cause. Il trattamento di un mal di testa dipende dalla  eziologia, ovvero dalla causa di fondo.

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Da un punto di vista psicologico, coloro che soffrono spesso di cefalea sono persone che si muovono nel mondo basandosi principalmente su un approccio mentale; sentire la testa pesante indica infatti un sovraccarico di pensieri e preoccupazioni. Proprio con il pensiero, infatti, il cefalalgico tenta di controllare e dominare la sua natura passionale ed emotiva. Emozioni e sentimenti andrebbero indagati a fondo per poter essere elaborati ed espressi in modo tale da diminuire il carico che grava sulla testa.

La malattia oncologica e la famiglia

Non di rado si riscontrano problematiche, a livello psicologico e organico, da parte dei familiari di pazienti oncologici. L’assistenza di  un paziente oncologico, in qualsiasi fase della malattia si stia trovando, è un compito molto gravoso fisicamente e psicologicamente. Secondo studi recenti condotti dalla Fondazione Ant Italia Onlus, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna i familiari vengono messi a dura prova dalla malattia. Il problema è serio: se un familiare si ammala accudendo il proprio caro sicuramente la situazione non potrà altro che peggiorare.

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La ricerca ha coinvolto 107 familiari, 77 femmine e 30 maschi, che si occupano quotidianamente dell’assistenza oncologica ai propri cari. I volontari sono stati valutati, tramite questionari e schede socio-anagrafiche, all’inizio di questo impegno importante e dopo tre settimane. I risultati sono stati esaurienti: il rimuginio, ossia ovvero il pensiero continuo della grossa responsabilità nei confronti del paziente e della malattia, aumenta il rischio d’insorgenza di disturbi fisici e depressivi, dato l’elevato livello di stress che li caratterizza. Si crea in queste persone un vero e proprio disagio psicofisico che mette a dura prova la loro salute; ecco perché è importante un sostegno per queste famiglie.

ATTACCHI DI PANICO

Gli attacchi di panico sono ripetuti e brevi episodi di angoscia acuta che si manifestano in modo improvviso e senza un’apparente causa. I sintomi somatici principali sono la tachicardia, una forte sudorazione, senso di svenimento e una morsa al torace; a questi sintomi del corpo si aggiungono quelli psicologici come la paura improvvisa di morire, di perdere il controllo, di sentirsi estranei a se stessi e alla realtà.

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Perche’ insorge un attacco di panico?

Qualcosa di importante dentro la persona è stato soffocato, non ascoltato e attraverso l’attacco di panico questo “qualcosa” tenta di uscire, di fare sentire la propria voce. Proprio per questo motivo l’intervento tempestivo dello psicologo risulta fondamentale: egli può aiutare l’individuo ad ascoltare e decifrare il proprio mondo interiore al fine di ritrovare un nuovo l’equilibrio.