Giornata Mondiale della Salute Mentale

La Giornata Mondiale della Salute Mentale (World Mental Health Day) è un’iniziativa che si celebra il 10 ottobre di ogni anno. Istituita nel 1992 dalla Federazione Mondiale per la Salute Mentale (WFMH) e riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, promuove – tramite campagne e attività – la consapevolezza e la difesa della salute mentale contro lo stigma sociale.

Ogni anno viene portato all’attenzione un aspetto diverso relativo alla Salute Mentale. Per il 2021 è stato scelto: “Salute Mentale in un mondo ineguale”
(Mental Health in an Unequal World) perché persiste una disparità di trattamento e di qualità dell’assistenza fornita tra chi soffre di malattie mentali e chi di altre patologie.

Molti sono i fattori che determinano queste differenze: situazioni economiche, sociali e culturali, problematiche acuite nell’ultimo anno a causa della pandemia e della maggiore difficoltà di accesso alle cure. A tutto questo si aggiungono lo stigma e il pregiudizio che condizionano la qualità della vita delle persone che vivono con disturbi mentali e dei loro cari.

Come dichiara il Professor Gabriel Ivbijaro MBE JP, Segretario Generale WFMHL, la Giornata Mondiale della Salute Mentale 2021 offre a ciascuno l’opportunità di unirsi e agire insieme per affrontare queste disparità e per garantire alle persone con disturbi mentali e i loro cari di essere pienamente integrate nella vita quotidiana, in tutti i suoi aspetti.

Fonte: https://insiemeperlasalutementale.it/la-gm-della-salute-mentale/

Giornata internazionale della nonviolenza

Il 2 ottobre è stata proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con Risoluzione A/RES/61/271 del 15 giugno 2007, giornata mondiale della Nonviolenza, con la finalità di “promuovere una cultura della pace, della tolleranza, della comprensione e della nonviolenza”.

È stata scelta questa giornata perchè ricorrenza della nascita di Gandhi. Il termine, coniato per la prima volta nel 1908 indica il nome ufficiale del movimento e del metodo di lotta promosso da M. K. Gandhi: la forza che nasce dalla verità e dall’amore.

Medaglia commemorativa

Discorso del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon

            Mahatma Gandhi, di cui questa giornata commemora l’eredità, una volta osservò che “la nonviolenza, per avere un valore, deve agire di fronte ai nemici”. Al giorno d’oggi, ci troviamo ad affrontare molti nemici – crisi multiple e durature che richiedono una risposta dai leader così come dalla gente comune.

            Gandhi aveva capito che un’idea ambiziosa poteva cambiare il mondo. Lui sapeva che gli individui, lavorando da soli e insieme, potevano realizzare ciò che altri avrebbero reputato un sogno impossibile.

            Ispirate dalla vita di Ghandi votata alla non-violenza, le Nazioni Unite oggi lavorano per porre fine alla violenza.

            Lottiamo, ad esempio, per liberare il mondo dalle armi di distruzione di massa. La nostra recente campagna We Must Disarm – WMD – ha cercato di far crescere la consapevolezza a proposito dell’alto costo delle armi di distruzione di massa. I recenti incontri e iniziative, tra cui il vertice del Consiglio di Sicurezza sul disarmo nucleare e sulla non proliferazione della scorsa settimana, hanno aumentato le prospettive di riduzione degli arsenali mondiali. Dobbiamo dare forza a questo slancio e premere per il successo alla conferenza  di revisione del Trattato di Non-Proliferazione Nucleare del prossimo anno e oltre. 

            L’appello alla nonviolenza non si riferisce soltanto all’uso di armi letali. Le Nazioni Unite e i suoi partner hanno a lungo condotto una campagna per fermare l’assalto umano al nostro pianeta. Le emissioni dei gas serra fanno parte di questo assalto, minacciando un catastrofico cambiamento climatico. Esorto gli attivisti in ogni luogo a spronare i leader del mondo a firmare l’accordo alla Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico a dicembre a Copenhagen. 

            Anche la spaventosa violenza inflitta alle donne e alle ragazze in tutto il mondo deve essere oggetto delle nostre preoccupazioni. Circa 150 milioni di donne e ragazze ne sono vittime ogni anno. Lo stupro è sempre più diffuso come arma di guerra. Le vittime di violenza sessuale sono soggette molto probabilmente a malattie sessualmente trasmissibili, come l’AIDS. Esorto tutti i partner a unirsi alla mia campagna “UNiTE to End Violence against Women”, che mira ad accrescere la consapevolezza e i fondi per contrastare questo problema in tutte le parti del mondo – visto che nessun paese ne è immune.

            In questa Giornata Internazionale celebriamo – e incarniamo – l’eredità di Mahatma Gandhi, tenendo conto della sua vocazione per un movimento di non-violenza. Mettiamo fine alla violenza in tutte le sue manifestazioni e diamo forza al  nostro lavoro collettivo per un mondo più sicuro, più verde e più pacifico.

Fonte:

https://unipd-centrodirittiumani.it/it/news/2-ottobre-Giornata-internazionale-della-nonviolenza-Messaggio-del-Segretario-Generale-delle-Nazioni-Unite/1406

Giornata Internazionale delle persone anziane

Il 14 dicembre 1990, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 45/106 , ha designato il 1 ottobre Giornata Internazionale degli Anziani. Prima di questo, ci sono state iniziative come il Piano d’azione internazionale sull’invecchiamento di Vienna, adottato dall’Assemblea mondiale sull’invecchiamento nel 1982 e approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nello stesso anno.

Nel 1991, l’Assemblea Generale (con la risoluzione 46/91 ) ha adottato i Principi delle Nazioni Unite per le Persone Anziane .

Nel 2002, la Seconda Assemblea mondiale sull’invecchiamento ha adottato il Piano d’azione internazionale sull’invecchiamento di Madrid, per rispondere alle opportunità e alle sfide dell’invecchiamento della popolazione nel 21° secolo e per promuovere lo sviluppo di una società per tutte le età.

Tutte queste citazioni e affermazioni sono sempre più essenziali considerando i cambiamenti a cui sono esposte le nostre società. La composizione della popolazione mondiale è cambiata radicalmente negli ultimi decenni. Tra il 1950 e il 2010, l’aspettativa di vita in tutto il mondo è aumentata da 46 a 68 anni. A livello globale, nel 2019 c’erano 703 milioni di persone di età pari o superiore a 65 anni. La regione dell’Asia orientale e sudorientale ospitava il maggior numero di anziani (261 milioni), seguita da Europa e Nord America (oltre 200 milioni).

Nei prossimi tre decenni, si stima che il numero di persone anziane raddoppierà, raggiungendo oltre 1,5 miliardi di persone nel 2050. Tutte le regioni vedranno un aumento delle dimensioni della popolazione anziana tra il 2019 e il 2050.

Il maggior aumento numerico (312 milioni) si verificherà nell’Asia orientale e sud-orientale, da 261 milioni nel 2019 a 573 milioni nel 2050. Mentre l’aumento più rapido del numero di persone anziane è previsto in Nord Africa e Asia occidentale, passando da 29 milioni nel 2019 a 96 milioni nel 2050 (aumento del 226%). Il secondo aumento più rapido è previsto per l’Africa subsahariana, dove la popolazione di 65 anni e più potrebbe crescere da 32 milioni nel 2019 a 101 milioni nel 2050 (218%). Al contrario, l’aumento dovrebbe essere relativamente contenuto in Australia e Nuova Zelanda (84%), Europa e Nord America (48%), regioni in cui la popolazione è già significativamente più numerosa rispetto ad altre parti del mondo.

I paesi in via di sviluppo ospiteranno più di due terzi della popolazione anziana mondiale (1,1 miliardi) entro il 2050. Tuttavia, si prevede che l’aumento più rapido avverrà nella divisione dei paesi classificati come paesi meno sviluppati, dove il numero di persone di età pari o superiore a 65 anni potrebbe passare da 37 milioni nel 2019 a 120 milioni nel 2050 (225%).

Giornata internazionale delle persone anziane

Obiettivi della Giornata internazionale delle persone anziane per il 2021

  • Sensibilizzare sull’importanza dell’inclusione digitale degli anziani, affrontando stereotipi, pregiudizi e discriminazioni associati alla digitalizzazione, tenendo conto delle norme socio-culturali e del diritto all’autonomia.
  • Evidenziare le politiche per sfruttare le tecnologie digitali che ci porteranno a raggiungere pienamente gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs).
  • Servire interessi pubblici e privati ​​nei settori della disponibilità, della connettività, del design, dell’accessibilità economica, dello sviluppo delle capacità, delle infrastrutture e dell’innovazione.
  • Studiare il ruolo delle politiche e dei quadri legali per garantire la privacy e la sicurezza delle persone anziane nel mondo digitale.
  • Evidenziare la necessità di uno strumento giuridicamente vincolante sui diritti delle persone anziane e di un approccio intersettoriale ai diritti umani incentrato sulla persona per una società per tutte le età.

Fonte:

Sito delle NAZIONI UNITE :

https://www.un.org/es/observances/older-persons-day