My beauty book

Oggi vorrei parlarvi della mia esperienza con il diario alimentare. Vi ho parlato spesso dell’importanza di appuntare quello che si introduce per tenere sotto controllo il cibo, ma è fondamentale anche per comprendere e gestire al meglio le emozioni che accompagnano il mangiare, ma non solo. Con questa testimonianza vorrei sottolineare quanto il diario rappresenti un alleato speciale e quanto anche io conosca per esperienza diretta il suo valore.

Il mio beauty book mi era stato regalato da un’amica nel Natale 2015 rapita dal nome e dal colore l’ho subito iniziato a gennaio 2016. Sebbene fossi appena normopeso, fino all’anno prima ero sottopeso, avevo iniziato a vedere che mantenere il peso non era più così semplice. Nel 2011 avevo subito un importante intervento chirurgico alla schiena e questo mi ha impedito di mantenere i livelli di attività fisica praticata fino a quel momento. Purtroppo gli allenamenti erano discontinui. A mie spese ho capito (mi ci sono voluti anni) che non potevo superare troppo i limiti perché poi invece di avere benefici ero costretta a fermarmi per una settimana o un mese. Ho iniziato ad adeguare l’attività fisica alle mie possibilità, ma certo la costanza è importante e purtroppo quella non c’era più.

Il rapporto tra cibo ingerito e calorie smaltite non teneva più e ho confidato al diario quell’orribile sensazione di un corpo che non rispondeva più come prima. Ma ero ancora normopeso e tutto sommato anche se il corpo non era quello a cui ero abituata ancora poteva andare bene. Ho continuato a scrivere il diario e a tenere sotto controllo i paramenti di peso, circonferenza addome e fianchi. Mi impegnavo a verificare il tempo dell’attività fisica ed in questo modo i parametri sono rimasti nei limiti.

Poi ci sono stati i momenti in cui ho dimenticato il diario e mi sono resa conto quanto gli sgarri, che prima evidentemente arginavo con l’attività fisica ed un corpo più giovane, non erano più arginabili. Poi la consapevolezza che andare a mangiare la pizza il sabato significava avere un kg in più la mattina dopo e che dimenticare di bere adeguatamente o prendere le tisane rallentava l’intestino con sensazione di gonfiore addominale fastidiosissima. Mantenere la costanza del diario mi ha aiutato a riprendere la via.

I problemi sono iniziati quando arrivata a 50 aa gli ormoni hanno iniziato ad impazzire e dalla casella verde sono entrata pericolosamente in quella gialla! Il diario è stato un grande alleato anche a cui raccontare le sensazioni di un corpo che cambiava malgrado dietro ci siano competenze e conoscenze. Penso spesso a quanti kg avrei preso in questa situazione di passaggio se avessi vissuto nel circa quasi e non avessi cercato di controllare dati, sensazioni e comportamenti.

Combatto anche io ogni giorno, anche se sono consapevole che non posso sottrarmi a questo periodo di variazioni ormonali al quale evidentemente sto facendo resistenza, ma so che prima o poi passerà e mi impegno a segnare e scrivere per avere almeno la sensazione di controllare qualcosa. Come ogni passo che riesco a imprimere ogni giorno, da cui attingo l’energia per andare avanti e migliorare. Farlo è faticoso, ma è un enorme aiuto. Vi ho raccontato la mia esperienza per farvi comprendere che conosco le vostre sensazioni e quanto sia difficile controllare il peso. Non sono solo cose che ho imparato sui libri e sull’ esperienza dei mei pazienti. Quindi non arrendetevi all’aumento di peso, ma cercate di arginarlo con una sana routine che contenga anche il tenere un diario e naturalmente tenetemi aggiornata sui vostri progressi.

Puoi leggere questo articolo anche sulla mia rubrica Mind&Food su:

Storia breve con morale (febbraio)

Un anziano e saggio indiano, forse Apache o forse Hopi, per educare i suoi nipoti, raccontò una storia:

“Dentro di me infuria una lotta, è una lotta terribile fra due lupi. Un lupo rappresenta la paura, la rabbia, l’invidia, il dolore, il rimorso, l’avidità, l’arroganza, l’autocommiserazione, il senso di colpa, il rancore, il senso d’inferiorità, il mentire, la vanagloria, la rivalità, il senso di superiorità e l’egoismo.

L’altro lupo rappresenta la gioia, la pace, l’amore, la speranza, il condividere, la serenità, l’umiltà, la gentilezza, l’amicizia, la compassione, la generosità, la sincerità e la fiducia. La stessa lotta si sta svolgendo dentro di voi e anche dentro ogni altra persona.”

I nipoti rifletterono su queste parole per un po’ e poi uno di essi chiese: “Quale dei due vincerà?”

L’anziano rispose semplicemente: “Quello che nutri”.

Cosa ci insegna questa storia? Che siamo continuamente esposti a stimoli positivi e negativi, ma che sta a noi scegliere la strada. Essere in un modo o in un altro non dipende dalle persone o dalle situazioni buone o cattive attorno a noi, ma dalle scelte che effettuiamo ogni giorno.

Fonte d’ispirazione Web

Decisioni: tra obiettivi e motivazione

Che sia perdere peso, smettere di fumare, imparare una lingua oppure sfondare con il proprio business non è possibile andare avanti alla “cieca” bisogna sapere dove si sta andando ovvero è fondamentale avere degli obiettivi e tanto più sono chiari meglio è!

Naturalmente la motivazione è importante, perché rappresenta la forza vitale, ci sprona e ci dà entusiasmo, ma come tutte le passioni è fugace e si esaurisce in breve tempo. E’ per questo che si inizia con grande entusiasmo una dieta e dopo pochi giorni si abbandona così come accade per tante altre cose.

Gli italiani non sono un popolo famoso per la gestione degli obiettivi. Rispetto ad altre culture siamo molto più approssimativi, meno determinati e ci affidiamo spesso al caso. C’è anche una tendenza comune: quella di confondere gli obiettivi con i buoni propositi. Infatti se ci pensate bene li abbiamo inseriti nella lista delle cose da realizzare durante l’anno, ma a febbraio probabilmente li avremo dimenticati.

Perché accade? Spesso ci facciamo trascinare dall’entusiasmo, che però come abbiamo accennato, ha una batteria di breve durata. Sicuramente è giusto avere obiettivi ambiziosi, ma al tempo stesso devono essere realizzabili, poiché la fatica se è esagerata può essere fonte di frustrazione e ne fa le spese l’autostima!

Bisogna darsi dei tempi fattibili: non si possono perdere 20 kg in un mese ad esempio, ma bisogna pensare ad una perdita equilibrata di circa 1 kg a settimana per cui se si è bravi l’obiettivo può essere raggiunto in 20 settimane, e non prima. Si può pensare di suddividere il percorso in più step come ad esempio imporsi di raggiungere un obiettivo intermedio a 5 o 10 settimane! Psicologicamente permette di utilizzare le risorse in modo ottimizzato senza rischiare di morire di fame le ultime 2 settimane! Ma fondamentale è decidere un tempo massimo entro il quale l’obiettivo deve essere raggiunto!

Un problema comune quando gli obiettivi si possono raggiungere a medio o lungo termine è che si pensi di avere tempo e si rischia di fare un enorme sacrificio solo alla fine e richiedendo un grande sforzo senza dare i risultati sperati che fa demordere dall’impresa. Io consiglio sempre di sfruttare il momento della motivazione al massimo per recuperare energia, infatti se in un tempo breve si è riusciti a raggiungere anche un solo piccolo obiettivo sarà molto più difficile lasciare perdere. Dal raggiungimento di uno step all’altro si ricava nuova energia ed entusiasmo per passare allo step successivo così fino all’obiettivo.

Quindi i numeri sono importanti: ovvero dobbiamo avere molto chiaro il nostro obiettivo e creare step intermedi con parametri misurabili. Se devo smettere di fumare al primo step devo aver eliminato almeno 5 sigarette al giorno che non vuol dire 6 e sicuramente non 4! Se sto imparando una lingua devo aver finito il primo capitolo in una settimana e non in due!

Non abbiate timore di creare i vostri obiettivi, ma siate onesti con voi stessi sulla valutazione delle vostre capacità e se siete di quelli che si scoraggiano chiedete aiuto ad un amico che saprà aiutarvi a non cadere in tentazione e vi accompagnerà fino al termine del percorso.

Storia breve con morale (gennaio)


“C’era una volta un gruppo di rane che organizzò un concorso. L’obiettivo era quello di raggiungere la cima di una gigantesca torre. Un’impresa ritenuta impossibile perciò una grande folla di rane si riunì per assistere alla gara e per tifare i partecipanti.

La gara iniziò. Non una rana tra il pubblico ritenne che i concorrenti avrebbero mai raggiunto la cima. Dopo tutto, era una torre enorme e scalarla era considerato troppo difficile.

La folla cresceva e molti urlavano,

No, questo è impossibile!”
Non arriveranno mai in cima”
“Non ci riusciranno. La torre è troppo alta!”

Una ad una, le piccoli rane crollavano e cadevano giù dalla torre. Eppure, c’era un gruppo di rane determinate che provava a salire ancora più in alto. Ma la folla continuava a urlare,

“Non possono farcela, nessuno ce la farà!”

Scoraggiate e convinte dalle grida, la maggior parte dei partecipanti alla gara cedevano e cadevano dalle mura. Alcune rane arrampicandosi si lamentavano di fatica e dolore e presto rinunciavano. Altre rane, stanche dallo sforzo, sentendo le lamentele dei loro coetanei gettavano la spugna.

Nella foto un’opera di MelissaFrancesArt

In mezzo a queste, una minuscola rana persisteva con tenacia. Saliva. E saliva. E saliva. Questa piccola rana sembrava avere la forza di una super-rana che le permetteva di spingersi più in su a dispetto degli altri.

“Ma come può essere in grado di scalare ancora quando cadono tutti?”  Si chiedeva la folla.

Ormai, tutte le piccole rane avevano abbandonato a eccezione di quella piccola rana. La folla continuava a urlare:

“È troppo difficile! ti farai male!”
“Non arriverai mai in cima!”
“Faresti meglio a rinunciare adesso, lascia perdere!”
Ma per qualche misteriosa ragione, quella piccola rana saliva ulteriormente, apparentemente imperterrita.

Infine, dopo tanti sforzi, dopo parecchi scivoli e altrettante riprese la piccola rana riuscì a raggiungere la cima. La sua destinazione! L’unica rana ad arrivare dove nessuno avrebbe mai pensato possibile, sulla cima della torre.

Tutta le rane a terra rimasero stupite di come questa piccola e insignificante rana potesse essere in grado di vincere questa sfida. Affollandosi attorno a lei vollero scoprire il suo segreto e…

…scoprirono che era sorda.

Cosa abbiamo imparato da questa storia? Che non dobbiamo fare nostri i limiti degli altri. Spesso la scarsa fiducia, ma anche l’invidia degli altri ci bloccano. Impariamo ad ascoltare più noi stessi. Proviamo. Se non riusciremo nell’impresa avremo conosciuto i nostri limiti ed imparato a superarli. Quante volte, anche persone che sono vicino, ci hanno ritenuto troppo giovani, troppo vecchi, troppo deboli? Quante volte ci hanno detto non è possibile, non è roba per te impedendoci anche solo di sognare?

 A volte bisogna essere sordi a segnali che ci remano contro e dobbiamo avere il coraggio di pensare in grande, perché SE NON SI SOGNA NON SI REALIZZA!

I buoni propositi per i più coraggiosi e … tenaci

Lunedì.

Non un lunedì qualunque, ma il primo lunedì utile dell’anno; quello dopo l’Epifania, che ogni festa porta via. Abbiamo già avuto un primo lunedì in questo 2021, ma accora appesantiti dalle mangiate delle festività (in fondo si poteva fare ben poco di altro!) non abbiamo messo a punto la lista dei buoni propositi per il nuovo anno e non eravamo nelle condizioni di affrontarli seriamente come di fatto dobbiamo fare oggi perché non abbiamo più scuse!

Ad inizio anno la lista dei buoni propositi, in testa, perché molte volte non abbiamo neanche la compiacenza di scriverli, svanisce dopo i primi giorni con il sopraggiungere del solito tram tram. Nella lista dei buoni propositi vanno inserite tutte quelle cose che negli anni scorsi non eravamo pronti ad affrontare compresi alcuni sogni che hanno bisogno di un arco di tempo maggiore di un anno per essere raggiunti.

I buoni propositi non devono prendere la forma delle cose da fare, perché non deve essere la lista della spesa attaccata alla lavagnetta della cucina. I nostri obiettivi devono essere:

  • cosa voglio migliorare di me, nelle mie relazioni, nel lavoro.
  • obiettivi da raggiungere in campo professionale o relativi ad un hobby

Se siamo pigri dovremo imporci di più, se non crediamo in noi stessi cerchiamo appoggio e condividiamo i nostri sogni con chi crede in noi e può aiutarci a non perderci d’animo.

Che sia perdere peso, smettere di fumare, imparare a ballare o una lingua straniera, fare un avanzamento di carriera, comprare un’auto nuova o incontrare la persona della nostra vita….facciamo che nel mese di febbraio la lista dei nostri obiettivi sia aumentata con entusiasmo e che alcuni propositi si siano realizzati. Non trascinatevi fino a dicembre confidando in un nuovo anno che non porterà nulla di buono se non pensate di impegnarvi un po’.

Quindi iniziamo subito, da ora senza perdere tempo e… buon anno!

 Se volete condividere come me i vostri sogni e buoni propositi sarò pronta a sostenervi e ricordarvi di non perdere la retta via nel corso di questo 2021 appena cominciato.

Il Sano Egoismo

C’è una parola che pronunciamo troppe poche volte in una giornata, in una settimana, in una vita. Non dirla spesso fa sentire al sicuro. Non viene usata da chi non è capace a farsi rispettare o imporsi. Eppure è una parola piccola quanto formidabile. Sarebbe utile applicarla più spesso e sentirsi in diritto di farlo. Quando? Sempre! Sul lavoro e nelle amicizie, ma anche in famiglia. Sarebbe carino poter alzare un cartellino e non dover dare altre spiegazioni perché lì su quel bianco potrebbero esserci tutte le risposte/giustificazioni che non si è tenuti a dare.

Una parola che dovrebbe accompagnarci molto più spesso che permetterebbe una vita più rispettosa e ci restituirebbe valore. Avere la forza di usarla ci darebbe maggiore dignità e la vita acquisterebbe un senso diverso. Dovrebbe essere sempre pronta all’uso come un fazzoletto in una tasca.

La parola magica è NO.

2020 Addio 2021 Benvenuto

Personalmente mi ritengo fortunata. Il 2020 non mi ha creato particolari disagi a parte le prime settimane di lock down in cui ho dovuto affrontare un nuovo assetto. I piani prefissati sono stati raggiunti, le vacanze comunque fatte e non ho subito perdite per via della pandemia (solo questo mi dovrebbe far fare salti di felicità!!)

Lo sguardo al 2020 appena concluso quindi non è completamente negativo. Mi sono resa conto che stavo andando troppo di corsa. Ho recuperato il mio tempo. Sto vivendo da allora tempi più dilatati. Mi concedo molti più momenti per assaporare quello che faccio: con mia figlia, la famiglia ed anche la casa. Ho riscoperto quanto è bello addobbare la casa per le feste: l’ho sempre fatto, e sempre di corsa tra una cosa e l’altra, ma quest’anno ho fatto tutto con gioia ed amore godendomi tutti i momenti.

Credo che questo sia il grande insegnamento. Non perdiamo tempo dietro le cose perse, diceva qualcuno, ma godiamoci di più quello che abbiamo e che facciamo. Non c’è tempo per sprechi di tempo, di denaro, di affetti. Amiamo chi ci ama, chi dedica un minuto a noi e alla nostra felicità. Evitiamo di frequentare persone inutili e negative che possono solo ledere la nostra autostima e serenità. Dedichiamoci alle cose che amiamo e a quelle che non abbiamo mai fatto. Non dimenticate di andare a trovare quella persona, di fare quella telefonata oppure dire quella cosa a qualcuno.

Bene o male siamo arrivati fino a qui quindi non ci manca la tempra per andare avanti ed in questi mesi abbiamo comunque imparato parecchio. Dobbiamo metterci in testa che siamo in grado di trasformare i problemi in opportunità. Qualcuno direbbe vedere il bicchiere mezzo pieno!

Impariamo a dare le giuste priorità alle cose. Anche sul lavoro spesso ci si ossessiona a qualsiasi ora invece di riposarci o staccare un po’ il cervello. Spesso quando siamo stressati facciamo errori e valutazioni errate che non faremmo con la mente più riposata e sgombra. Spegniamo il cellulare quando siamo con i nostri cari. Scegliamo insieme il film da vedere in una domenica di pioggia e prepariamo la cena insieme alla famiglia. Ogni momento è importante.

Se ci impegnamo verso noi stessi rispettandoci ed amandoci  sono certa che ognuno potrà raggiungere la propria serenità.

Imparare la resilienza come se si dovesse realizzare una torta…

Per il nuovo anno che si avvicina abbiamo bisogno di speranza e coraggio. Inutile dire che se partiamo in odo positivo sarà più semplice affrontare qualsiasi cosa e vorrei farvi un regalo con simpatia: apprendere le basi della resilienza (ne ho parlato spesso sul sito !), ma lo farò in modo originale:

Come per qualsiasi ricetta ci sono ingredienti, tempi e modi necessari affinché si ottenga sempre un buon prodotto e per la resilienza ci vuole la stessa sequenza e nulla può essere lasciato al caso.

Tre sono gli ingredienti di cui non si può fare a meno : il primo è sicuramente l’IMPEGNO.E’ importante dire a se stessi di essere abbastanza capaci di impegnarsi nell’affrontare il problema che si ha di fronte. Dire a se stessi “Non sono capace di fare una torta” non è il miglior modo per cominciare e sicuramente non ne garantisce la realizzazione, anzi fa partire svantaggiati. Quindi il miglior modo di affrontare un problema è dire a se stesi che metteremo tutto l’impegno di cui saremo capaci.Il secondo ingrediente è il CONTROLLO. Come è necessario controllare dosi degli ingredienti e tempi di cottura è necessario gestire il problema attraverso il controllo. Abbiamo la facoltà di influenzare l’esito della risoluzione di un problema e questo avviene sia in positivo che in negativo. Per assicurarci un buon esito il nostro approccio non può che essere positivo.Infine bisogna inserire in concetto di SFIDA perché nella risoluzione del problema si può crescere ed imparare comunque qualcosa.Se abbiamo utilizzato al meglio tutti questi ingredienti abbiamo iniziato a mettere le basi della RESILIENZA e ogni volta che ci si presenterà un nuovo problema sapremo di poterlo affrontare senza lasciarci schiacciare. Al massimo avremo imparato qualcosa e quindi ne usciremo comunque vincitori.

Covid, Natale e Resilienza

Stiamo attraversando un periodo anomalo di cui non si vede ancora il termine. Sono mesi che viviamo in una continua situazione di stress. Paura, pericolo, distanziamento sociale. Non sono cose che accettiamo. Lo facciamo di buon grado per tutelare le persone che amiamo, ma ad una madre anziana manca quell’abbraccio e come figlia lo sento e sono dispiaciuta. Andare a trovare i genitori con una mascherina e prendere un tè a distanza non è quello a cui siamo abituati, ma la responsabilità di poter essere veicolo di contagio non me la prendo. Non me lo perdonerei.

Si avvicinano le festività e per la prima volta in casa mia non c’è il fervore dei preparativi del pranzo di Natale che riunisce nonni e nipoti con grande entusiasmo ed allegria.  Preparare pranzi e cene per tre è decisamente abbastanza facile, ma non divertente. I regali sotto l’albero ci sono già tutti e per la tutta la famiglia anche se non so bene quando saranno recapitati così come gli addobbi che quest’anno hanno raggiunto il livello di un centro commerciale e non potranno essere motivo di orgoglio con parenti ed amici!

Come si fa a sopravvivere a questo periodo? C’è una capacità umana che viene in nostro aiuto e più riusciamo ad esercitarla e maggiori saranno i risultati ottenuti:  si chiama resilienza.

Un termine che ultimamente si sente spesso e che è tema di aggiornamento per noi psicologici. Recentemente ho partecipato ad un web seminar con il grande Roger Solomon che ha trattato questo aspetto a 360 gradi e che mi ha dato importanti spunti per il mio lavoro.

Riuscire a rimanere concentrati malgrado le avversità, riuscire a mantenere un atteggiamento positivo ci permette di rimanere lucidi nelle situazioni. Parola d’ordine flessibilità. Dobbiamo mantenere un atteggiamento mutevole poiché mutevole è ciò che ci circonda. Dobbiamo essere sempre pronti a rivedere i nostri programmi e non farci spiazzare dai cambiamenti. Se manteniamo un atteggiamento flessibile non verremo scaraventati, ma spostati dalle onde. Non rimaniamo in opposizione o perderemo.

Già Marco Aurelia diceva: “Avete il potere nelle vostre menti e non negli eventi esterni, se capirete questo troverete la forza”.

Se questa frase è sempre un ottimo spunto di riflessione durante i periodi difficili della vita lo è ancor di più oggi che questa situazione è condivisa. Quando si vivono delle difficoltà gli esseri umani attingono ai loro ricordi e alle loro emozioni e quanto più questi ricordi sono positivi più riusciranno ad utilizzarli come risorse anche nella situazione attuale. Nei casi in cui quello che emerge sono sentimenti negativi quali frustrazione e senso d’incapacità è molto importante chiedere un aiuto. A volte è necessario che qualcuno indichi semplicemente la strada giusta.

“L’elaborazione dei ricordi immagazzinata in maniera disfunzionale, che sono alla base dei comportamenti disadattivi nella situazione attuale, consente alla persona di far fronte a future situazioni stressanti potendo usufruire di tutte le risorse personali disponibili!”(Solomon and Shapiro p.287)

Le situazioni stressanti possono insegnare molto anche se nel momento che si vivono non la si pensa così. Saremo tutti più forti e capaci dopo questa grande prova a cui ci sta mettendo davanti la pandemia: bisogna crederci ed agire di conseguenza.

Riassettiamo il nostro cervello, e quindi le nostre azioni, anche più volte durante la giornata. Dobbiamo essere sempre pronti a sterzare o a fermarci se è necessario affrontando tutto come un dato di fatto ; non facciamoci intimidire ed andiamo avanti con coraggio. Ogni nostra azione positiva rappresenterà una notevole forza per fronteggiare la problematica che magari sta già dietro l’angolo. Non facciamoci intimidire ed andiamo avanti con coraggio e resilienza.

Quando sarò magra…

Quando sarò magra andrò al mare con il costume. Quado sarò magra andrò a ballare. Quando sarò magra non dovrò più preoccuparmi di quello che mangio. Quando sarò magra le persone mi apprezzeranno.

Quante volte avete mentito a voi stessi, sapendo di mentire, in questi anni?

Affinchè la vostra vita cambi, un passo difficile, ma necessario è smettere di procrastinare. E’ come attendere di vincere alla lotteria se non avete neanche acquistato il biglietto!

Smettete di aspettarvi qualcosa dagli altri: è una triste realtà, ma fatevene una ragione. Ognuno ha la sua vita, i suoi interessi ed i suoi principi. Non necessariamente la persona che si ha davanti deve rassicurarvi e darvi fiducia ogni giorno. Imparate a credere in voi e ad apprezzarvi. Anche quando sbagliate cercate di imparare qualcosa invece di abbattervi. Solo così imparerete ad essere più sicuri.

Smettetela una buona volta di volere che tutto sia perfetto. La perfezione è un’illusione. Non esiste. Noi siamo esseri imperfetti alla continua ricerca di un equilibrio. Questa è la realtà, se non l’accettate sarete sempre frustrati ed insoddisfatti.

Visto che ci siete smettetela anche di pretendere troppo da voi stessi. Le aspettative degli altri e di noi stessi ci abbattono invece di spronarci. Potete utilizzare al massimo il vostro potenziale solo se smettete di stressarvi per cose inutili. Smettetela anche di impedirvi di fare ciò che volete fare.

Cercate di vivere almeno un po’ nel presente senza fantasticare un futuro che si allontanerà sempre di più perché faticoso da raggiungere nella realtà. Lottate per le vostre idee e concentratevi suoi vostri obiettivi che naturalmente devono essere “fattibili”. Aumentate i vostri limiti giorno per giorno, non pretendete un passo più lungo della gamba se non siete pronti sarà una sconfitta che minerà la vostra autostima.

La felicità si raggiunge nel presente quando siete consapevoli del vostro impegno malgrado i risultati. Un atteggiamento positivo porta ad essere vincenti anche se ci vogliono più tentativi. Se vi sentite parte del mondo sarà più facile vedere ed usufruire le occasioni che proprio il vivere vi offre.

Quindi smettete di respirare ed iniziate a vivere.

Ps. Magri lo diventerete solo se siete felici e non il contrario!!