Rinforzare l’autostima con i giusti atteggiamenti

Non una parola, ma un intero mondo interiore, che rivela la nostra capacità di sentirsi adeguati alle richieste della vita. Conosciamo il nostro valore? Sappiano di meritare la felicità? Per qualcuno è scontata, per altri una sconosciuta, ma l’autostima si può migliorare! Basta lavorarci su!

Immagino sempre l’autostima come un muretto le cui fondamenta vengono messe in opera dalla nostra infanzia. Durante la nostra vita aggiungiamo mattoncini in base alle nostre capacità di agire, essere soddisfatti delle nostre azioni e la nostra sicurezza. Accettazione, conoscenza di sé ed amore verso se stessi sono importanti affinchè la nostra autostima non abbia “incidenti”.

Malgrado i nostri limiti dobbiamo essere in grado di volerci bene e sopra ogni cosa rispettarci! Se non ci rispettiamo difficilmente possiamo pretendere che lo facciano gli altri! Influenzano la nostra autostima anche la percezione di essere capaci o non capaci in generale o in particolare nei confronti di una qualsiasi situazione. Chiaramente più facciamo esperienza positive (esperienze portate a termine con successo!) più possiamo aggiungere mattoncini nel nostro muretto dell’autostima.

Le relazioni affettive e sociali della primissima infanzia, specialmente nel primo anno di vita, sono molto importanti e lo stile di attaccamento determina la prima rappresentazione di sé stessi ovvero se essere una persona degna di amore e di fiducia. Quado in questa fase ci sono state esperienze di rifiuto da parte di una persona di riferimento molto probabilmente svilupperemo una bassa autostima. Diversamente bambini che hanno ricevuto abbastanza sostegno ed il riconoscimento dei loro bisogni in modo adeguato saranno molto più sicuri nell’affrontare le sfide della vita.

Non basta l’amore, sono importanti anche le aspirazioni ed i progetti che i genitori avevano verso di noi, il senso pratico ed il supporto emotivo.

Aspirazioni troppo alte (puoi fare di più!) o troppo basse (non ce la farai!) o il mancato riconoscimento di un risultato (potevi prendere di più, hai fatto solo il tuo dovere!!) tolgono le fondamenta della stima di sé stessi ovvero le basi del famoso muretto.

Quando riusciamo in qualcosa a chi attribuiamo i nostri risultati? Li affidiamo solo ad una presunta entità esterna o li riconosciamo come frutto del nostro impegno/capacità?

Se sbagliamo ci diciamo siamo stati sfortunati, il professore, il datore di lavoro ce l’hanno con me? Oppure riconosciamo una eventuale mancanza di preparazione, o non conoscenza di una procedura? Imparare ad essere sufficientemente obiettivi per comprendere le differenze tra varie situazioni insegna la fiducia in se stessi ed un errore diventa un’opportunità di crescita ed arricchimento non una svalutazione personale.

Evitate i circoli viziosi: quello che credete di voi stessi manipolerà le vostre condizioni ed i vostri risultati. Se non credete in voi stessi non vi impegnerete abbastanza e finirete per esserne sopraffatti e dopo poco a piangervi addosso. Chi crede in se stesso affronta le cose con più fiducia e determinazione migliorando quindi la performance ed aumentando le possibilità di riuscita.

Non siamo tutti uguali, alcuni hanno capacità che altri non hanno. Alcuni sono geni e non lo sanno! Alcuni di noi escono dal normale senso comune nel valutare situazioni e spesso si sentono inadeguati, bisogna credere anche nella creatività delle nostre idee. Un pensiero non aderente al pensiero di gruppo trova spesso soluzioni nuove, ma se non crediamo a quelle idee non ci sarà nessuna evoluzione.

Quando siamo autentici l’autostima vive al meglio. Se abbiamo il coraggio delle nostre idee e della nostra individualità riusciremo sempre. Il muretto dell’autostima subisce durante la vita numerosi cambiamenti e quindi la manutenzione è continua, non è che arriva ad un certo punto e finisce lì. Bisogna evitare di trascurarla e riempire le crepe se si formano con impegno e con amore.

Donne di frontiera

Ringraziando per il cortese invito la giornalista Rai Antonietta di Vizia segnalo questa interessante iniziativa, una delle tante in programma per la Festa della Donna, che danno senso a questa giornata con riflessioni intense, creative e di qualità.

Perchè la Festa della Donna non deve essere solo la cena o l’aperitivo tra amiche, ma una momento di confronto vero sulla condizione attuale delle donne, con racconti di donne alle donne e per le donne, ma per far riflettere anche gli uomini!

invito stampa

Parteciperò quindi a questa interessante iniziativa creata da UnidirCredito in collaborazione con l’Università Roma Tre e Patrocinata dal Municipio Centro Storico di Roma “DONNE DI FRONTIERA” (segue comunicato)

In occasione della “Giornata Internazionale della Donna”, UnidirCredito, che rappresenta e tutela gli interessi e le attese dei lavoratori del comparto del credito, della finanza e delle attività collaterali, nella persona di Tamara De Santis, Coordinatrice Nazionale Uilca – Dipartimento Alte Professionalità, intende promuovere un’iniziativa composita volta a celebrare il talento femminile. “Siamo ad un punto cruciale della storia delle donne in Italia: da un lato, si registra l’abbattimento di tabù che portano la presenza femminile anche in settori finora inusitati, come lo spazio, dall’altra, non arretrano episodi di sessismo persino nelle sedi istituzionali più prestigiose, né diminuiscono le violenze alle donne, dalle molestie allo stalking fino ad arrivare alla somma ignominia del femminicidio.”

L’evento si aprirà con un convegno dal titolo “Donne di Frontiera”, una narrazione di donne appartenenti a diverse culture e classi sociali: imprenditrici, artiste, scrittrici, personalità del mondo della politica e sindacale, un’agorà dove condividere esperienze al femminile vissute all’interno del proprio contesto socioculturale e professionale. Storie di donne che lottano ogni giorno in battaglie pubbliche e private in una zona che purtroppo è spesso di confine e si fatica a travalicare. L’iniziativa coadiuvata dall’Università Roma Tre – Dipartimento di Scienze della Formazione – con la Prof.ssa Gabriella Aleandri, Direttrice del Master in Arteterapia, intende sviluppare un percorso altamente evocativo, che non ricalchi itinerari già tracciati ma testimoni l’impegno massimo per il raggiungimento di reali pari opportunità, così come è intendimento dell’azione sindacale.

La cerimonia inaugurale è prevista presso la sala centrale del Dipartimento di Scienze della Formazione – Università Roma Tre, via Principe Amedeo 184, dalle ore 17.00 alle 19.00, dove converranno alcune donne molto speciali, donne che hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, raggiungendo traguardi di prestigio e che daranno voce ai propri successi: Rosanna Banfi, Attrice e madrina dell’Associazione Komen Italia Barbara Martusciello, Critica d’Arte, Curatrice indipendente, co-fouder di “artapartofcult(ure)” Teresa Coratella, Artista e performer Tamara De Santis, Coordinatrice Nazionale Uilca Dipartimento Alte Professionalità Maria Antonietta Mariani, Autrice e sceneggiatrice del film Strane Straniere Claudia Santoloce, Presidente della Commissione alle Politiche Sociali Tania Tocci, antropologa, counselor formatrice e progettista sociale Laura Squizzato, Giornalista inviata Rai TG2 Introduzione, Gabriella Aleandri, Direttrice del Master in Arteterapia – Università Roma Tre e Moderatrice Francesca Marrone, Coordinamento Unidi Saluti Istituzionali Maurizio Arena Presidente UnidirCredito, Massimiliano Fiorucci, Direttore del Dipartimento Scienze della Formazione.

Particolare dell’opera “Solo il Cielo Sopra di Noi”
Acrilico su tela 90×65 |2022

Per questa Occasione l’Università degli studi Roma Tre amplierà la sua collezione d’Arte Contemporanea con un’opera dell’Artista Teresa Coratella che si compone di un trittico con brani poetici tratti dalla poetessa Rossana Coratella. Questa iniziativa darà il via ad una successiva raccolta di opere d’arte al femminile, che valorizzino l’estro e la creatività delle donne artiste.

Prendersi cura di sé: Mens sana

Abbiamo appurato che prendersi cura di sé è necessario e quindi dalla teoria passiamo ai fatti. Già è difficile farlo in condizioni normali (la normalità è intesa in modo molto diverso da ognuno di noi!) figuriamoci nei momenti in cui siamo stressati per lavoro, per malattia per problematiche familiari o economiche, eppure proprio in quelle ed altre situazioni è il momento più importante per dedicare a noi del tempo. “Perdere tempo per noi” è il miglior investimento! Se stiamo bene la nostra testa lavora meglio ed il corpo risponde in modo adeguato.

Un corpo trattato bene è importante e lo abbiamo detto in più occasioni e non ne mancheranno per ricordarlo, ma dare attenzione ai nostri pensieri ed emozioni lo è ancora di più!

Per i più religiosi la preghiera risulta un momento di raccoglimento e confronto, ma si può provare con la meditazione, gli esercizi di respirazione e di rilassamento. Non storcete il naso fino a quando non avrete davvero provato. Non siate prevenuti e non emettete giudizi prima di essere venuti a contatto con una qualche forma di meditazione. Provate con fiducia lo yoga, ce ne sono di tante forme, la meditazione e le numerose tecniche di rilassamento muscolare attraverso la respirazione:  ce ne sarà sicuramente una che sarà nelle vostre corde!

Importanti sono anche le persone che vi circondano. Sono persone positive o sono succhiatori di energia? Persone negative e giudicanti? Imparate a scegliere le compagnie, e se non potete liberarvene imparate a limitare la loro influenza su di voi!

Imparate a lavorare nei tempi previsti! Non portate il lavoro a casa e se state facendo smartworking spegnete il pc all’orario definito. Liberate la testa smettendo di leggere email a qualsiasi ora. Concedetevi dei momenti di relax come uno spuntino o una pausa caffè. Andate a respirare un po’ d’aria fresca e fate una passeggiata al termine del lavoro in modo da essere più sereni e disponibili quando rientrerete in casa e potete dedicarvi al partner e alla famiglia. Naturalmente le lamentele sono bandite! Non risolvono i problemi ed aumentano il carico emotivo!

Organizzate le serate non solo nel fine settimana, rendetele piacevoli magari cucinando insieme al partener o ai figli oppure organizzate una serata di gioco in famiglia o con gli amici. Niente di difficile o impegnativo, ma un modo semplice per curare gli affetti ed evitare di utilizzare il tempo esclusivamente davanti alla tv, spesso senza dirsi una parola.

Infine la cosa più importante: imparate a dire di no! Dire sempre sì alle cose che non interessano, disturbano o spesso contrariano significa sempre fare qualcosa di malavoglia e se pensiamo che basti dire sì ad un altro per accontentarlo avete sbagliato di brutto: nella migliore delle ipotesi finirà con una litigata e sarebbe bello non doversi dire: perché mai l’ho fatto? Perché non ho detto di no?

Prendersi cura di sé non solo attraverso il cibo

Sono tante le azioni che giornalmente possiamo compiere per dire a noi stessi che ci vogliamo bene. Vediamone alcune:

Parola d’ordine organizzazione: se siamo organizzati e ci imponiamo una routine giornaliera, che lasci spazio anche agli imprevisti, vivremo sicuramente con meno ansia e a fine giornata avremo la meravigliosa sensazione di aver concluso qualcosa! Dalla scrivania, alla cucina alla sala hobby : “un posto per ogni cosa ed ogni cosa al suo posto” deve essere il vostro mantra!

Dedicate del tempo alla cura del corpo: un bagno rilassante o una beauty routine serale o mattutina (perché no entrambe se ci prendete gusto!) vi fa avvicinare al vostro corpo. E’ importante osservarsi e sentirsi.

Tenete un diario in cui annotare i successi, ma anche gli insuccessi perché possiate apprendere qualcosa anche dagli errori. Vale anche per tenere sotto controllo l’alimentazione in caso di sovrappeso o alimentazione squilibrata.

Attivate le endorfine naturali con un po’ di attività fisica. Un’ora al giorno sarebbe fantastico, ma se non potete non rinunciate: possono bastare anche 10 minuti per avere la sensazione di non esservi messi da parte per via del poco tempo a disposizione, quando potrete dedicare più tempo sarete ancora più soddisfatti. Non sottovalutate attività come lo yoga e la meditazione. Sono fondamentali per le connessioni mente/corpo.

Dedicate tempo e spazio ai pasti. Non mangiate quello che capita. Pianificate un menù settimanale e fate la spesa carta alla mano per non sprecare e avere tutto a disposizione quando arriva l’ora di cucinare. Dedicate del tempo anche all’apparecchiatura della tavola e alla scelta delle stoviglie. E’ un modo per dirvi che valete la pena!

Evitate cibi spazzatura, sapete benissimo che la gola non è una scusa, che ogni volta che li comprate (ancor prima di mangiarli!) vi state facendo del male. Relegateli ad occasioni rare e particolari!

Fate in modo che la musica accompagni alcuni dei vostri momenti. Non lasciate che sia la radio a fare la scelta per voi. Chiedetevi cosa vi piace e fate in modo che sia il piacevole sottofondo anche di momenti noiosi della vostra vita. E se vi viene voglia di ballare: fatelo!

A tale riguardo concluderei con la ricerca di un hobby che vada a compensare delle vostre necessità culturali, manuali o sociali. Che sia un corso di bricolage, il club del libro o una partita a pallone deve essere un momento di svago e vissuto con leggerezza che non vuol dire senza impegno!

a breve questo articolo sarà disponibile anche su Romaoggi.eu

Storia con morale (Febbraio 2022)

Nell’ottica dell’importanza di prendersi cura di se stessi, intesa come capacità di volersi bene, questo il racconto con morale di questo mese. Sembra che questa storia sia stata tramandata dai seguaci di Buddha dopo averla ascoltata dalla sua stessa voce!

Un tempo lontano due acrobati, un insegnante ed una apprendista, si esibivano ogni giorno per strada per guadagnarsi da vivere. Il primo era un povero vedovo e Medakathalika l’ apprendista, una ragazzina molto saggia.

Le loro esibizioni comportavano spesso dei rischi,perché l’insegnante doveva tenere in equilibrio sulla propria testa un alto palo di bambù mentre Medakathalika vi si arrampicava sopra.

Per evitare cadute e lesioni durante la performance, i due acrobati dovevano fare molta attenzione e un giorno l’insegnante, credendo di aiutare la studentessa, le consigliò di guardarlo mentre lui avrebbe fatto lo stesso con lei, in modo da aiutarsi a vicenda per mantenere la concentrazione e l’equilibrio, e guadagnare così abbastanza denaro per mangiare.

Ma la piccola Medakathalika gli rispose che era meglio che ognuno di loro guardasse se stesso SENZA DIPENDERE dall’altro perché prendersi cura di sé significa ANCHE prendersi cura di entrambi. In questo modo avrebbero sicuramente evitato incidenti e ottenuto abbastanza soldi per mangiare.

Fonte web

Prendersi cura di Sé

Eccoci al primo appuntamento del mese dedicato a questo importante argomento. Abbiamo bisogno ogni giorno di piccole attenzioni, di sentirci importanti, accettati ed amati. Una persona su tutte conosce i nostri limiti, capacità e bisogni e siamo noi stessi.

Sarebbe bello essere sempre forti e capaci? Certo, ma non è qualcosa che arriva dal nulla. La prima regola è volersi bene…intendo sul serio. E’ ciò che chiamo da sempre il sano egoismo: la capacità di mettersi al centro. Di cosa? Dei propri desideri, aspirazioni e bisogni.

Ci aspettiamo sempre che siano i famigliari, i colleghi, gli amici a cambiare la nostra vita ed invece no: solo noi possiamo farlo.

Pazienza e buona volontà sono le doti che servono per dimostrarci ogni giorno che “valiamo la pena” ricordandocelo con piccoli o grandi gesti. Sicuramente queste doti le mettiamo a disposizione degli altri (figli, famiglia ecc.), ma è verso di noi che fa la differenza.

In effetti più stiamo bene con noi stessi e abbiamo con gli altri più energia, pazienza ed ottimismo. Facendolo ogni giorno conquisteremo la libertà mentale, la leggerezza dal giudizio e la soddisfazione personale.

Dalla cura del nostro abbigliamento, alla scelta dei cibi che dobbiamo mangiare, ai dettagli della nostra casa. Sono infiniti gli ambiti in cui possiamo vivere al meglio. Circondarsi di cose belle (che non vuol dire per forza costose!) è un modo semplice per prendersi cura di Sé. Può bastare una pianta su un davanzale, degli aromi vaporizzati in casa, un maglione di lana morbida i cui avvolgersi, passare del tempo con le amiche o fare yoga.

Tutti o nessuno di questi. La lista è la vostra, solo voi sapete cosa vi fa stare bene!

La strada per la realizzazione personale

Secondo Maslow realizzare se stessi significa soddisfare i propri bisogni: da quelli primari come nutrirsi o dormire a quelli più elevati come la sicurezza o la protezione. Una volta che abbiamo soddisfatto i bisogni basilari emergono quelli più elevati nella scala sino a raggiungere il “piano” della realizzazione personale. Secondo questo autore tendiamo per tutta la vita ad auto realizzarci  migliorando le nostre capacità.

piramide dei bisogni di Maslow*

Comprendere chi si è, accettarsi fanno parte di questo cammino, perché altrimenti si passa una intera vita a soddisfare i bisogni basici senza mai “elevarsi”. Il rischio è di perdere le proprie capacità o talenti e questo porta a malattia dovuta ad insoddisfazione. Il primo passo è credere che la realizzazione sia possibile e conseguentemente è necessario coltivare i propri talenti nella quotidianità.

Bisogna imparare ad osservarsi senza giudizio. Riuscire a fermarsi di fronte ad un errore imparando dall’esperienza. Naturalmente il percorso non è uguale per tutti così come il modo di considerare la realizzazione personale. Per una donna dedicare la vita ai figli ed alla casa può sembrare appagante per un’altra è vissuta come una situazione limitante o insoddisfacente (tanto per fare un esempio).

C’è anche da segnalare che i bisogni cambiano molto nel corso della vita. Quello che ci sembrava “vitale” in età giovanile è meno interessante in età adulta. Quello che limita molto la realizzazione personale è la paura del cambiamento. Per molti intraprendere una strada nuova, anche se può rappresentare un grande vantaggio è ritenuto pericoloso e si tende ad accontentarsi.

libertà di pensiero ed impegno caratterizzano la realizzazione personale

La zona di confort prevale sull’idea del sacrificio e della rinuncia in molti casi! In cerca del piacere immediato si rischia di passare i modalità basica tutta la vita arrivando al punto di guardarsi indietro e non aver mai realizzato i propri desideri o aspirazioni. Dal leggere un libro all’aver perso peso, se non si è riusciti nell’intento perché non ci si è dedicati abbastanza, fa sentire vuoti e sesso inutili.

Qualsiasi sia la vostra età il segreto è conoscere se stessi (essere) e poi muoversi (fare).

Attenzione alle differenze tra sviluppo personale e realizzazione personale: nel primo caso si rischia di adattarsi a ciò che l’ambiente ci richiese cedendo al conformismo,  nel secondo è una scelta di libertà in cui si rifiutano i compromessi e la propria realtà viene modificata proprio dai vostri comportamenti, scelte ed azioni.

La cosa importante è che l’aspetto legato alla libertà influirà in tutti i settori della nostra vita, da quella familiare a quella lavorativa ecc.

La persona realizzata attira le altre persone e porta a legami affettivi soddisfacenti. In campo lavorativo trova la strada giusta in cui misurarsi ogni giorno. La persona realizzata si ammala di meno, perché lo stato di benessere influenza il sistema immunitario in modo positivo.

*LA PIRAMIDE DEI BISOGNI DI A. MASLOW

Nel 1954 lo psicologo Abraham Maslow propose un modello motivazionale dello sviluppo umano basato su una gerarchia di bisogni, disposti a piramide, in base alla quale la soddisfazione dei bisogni più elementari è condizione necessaria per fare emergere quelli di ordine superiore.

I bisogni fondamentali, una volta soddisfatti, tendono a non ripresentarsi, mentre i bisogni sociali e relazionali rinascono con nuovi e più ambiziosi obiettivi da raggiungere. Ne consegue che l’insoddisfazione, sia sul lavoro, sia nella vita pubblica e privata, è un fenomeno molto diffuso che può trovare una sua causa nella mancata realizzazione delle proprie potenzialità. Per Maslow, infatti, l’autorealizzazione richiede una serie di caratteristiche di personalità, competenze sociali e capacità tecniche.

Alla base della piramide ci sono i bisogni essenziali alla sopravvivenza, mentre salendo verso il vertice si incontrano i bisogni più immateriali.

Definizione da: https://www.psicologiadellavoro.org/la-piramide-dei-bisogni-di-maslow/

Realizzazione personale: il segreto è fare ciò che ami!

Non tutti hanno la fortuna di fare il lavoro della loro vita, alcuni non riescono a vivere al meglio le proprie giornate. Spesso non si ha avuto il coraggio di seguire le proprie passioni. A volte ci hanno fatto credere che non ne saremmo stati capaci o che non fosse roba per noi. Eppure il segreto della realizzazione personale, ciò che ci permette di superare i nostri limiti e non ci fa sentire il peso di un impegno, è proprio fare ciò che si ama di più. Certo ci vuole coraggio. Accettare il rischio di non riuscire è già di per sé una vittoria rispetto a chi si ferma al primo ostacolo invece di cambiare strategia o non ci prova affatto!

Realizzare se stessi è un cammino impegnativo e può durare una vita intera. Gli ostacoli da superare sono molti. Uno di questi è la pigrizia. Tante persone vorrebbero dimagrire, laurearsi, imparare a cucinare o avere un fisico scultoreo, ma non sono disposti a fare sacrifici. Vi svelo un segreto: non si ottiene nulla lamentandosi sdraiati sul divano con un bicchiere di Nutella in mano!

Quindi fare ciò che piace non vuole dire una vita spesa nella nullafacenza, ma realizzare le proprie aspirazioni o dare possibilità alle nostre capacità.

Per qualcuno è anche difficile capire cosa è più congeniale a se stesso. Non si può programmare tutta la propria vita nei particolari anche perché ciò che pensiamo e crediamo a 15 anni è spesso molto diverso da quello che pensiamo e crediamo a 30, figuriamoci a 50!

Quando pensiamo alla realizzazione di noi stessi la correlazione con la produttività è immediata, perché ci dà la misura del nostro impegno. Se ci siamo impegnati nello studio è molto probabilmente che avremo un bel voto all’esame, se abbiamo fatto bene la dieta vedremo spostare l‘ago della bilancia, se avremo sudato in palestra la possibilità di avere la fantomatica “tartaruga” è più fattibile. A patto che lo stiamo facendo con amore. Ognuna di queste ed altre cose, per darci risultati apprezzabili e non venirne sopraffatti, vanno fatte con il cuore. Se ambiamo ad un certo risultato la fatica viene meno se lo facciamo con entusiasmo.

La determinazione non viene dal sacrificio, ma dalla passione! Il sacrificio è inutile se non fatto con il cuore: perde il suo valore!

Aristotele parlava di BEN VIVERE come capacità di mantenersi, autosostenersi ed essere autonomi. La soddisfazione e realizzazione personali derivano quindi dalle nostre capacità a raggiungere gli obiettivi con la gioia di farlo!

Anthony Robbins: Come ottenere il meglio da sé e dagli altri/ Il manuale del successo nella vita e nel lavoro

Se hai mai sognato una vita migliore, Come ottenere il meglio da sé e dagli altri è il libro che hai sempre cercato: ti mostrerà finalmente in che modo raggiungere la qualità della vita che desideri e che meriti. Anthony Robbins ha dimostrato a milioni di persone nel mondo, attraverso libri, video e seminari che il controllo del potere della mente ci consente di fare, possedere, guadagnare e creare qualsiasi cosa vogliamo.

Come ottenere il meglio da sé e dagli altri è molto più che un semplice libro di self help: è un rivoluzionario libro di fitness della mente. Ti insegnerà passo a passo a dare il massimo nella vita e a liberare un “potere senza limiti”: quello che ti consentirà di ottenere la libertà emotiva ed economica, migliorando le tue doti di leadership, la tua fiducia in te stesso ma anche la capacità di stabilire rapporti collaborativi con gli altri.

Anthony Robbins* editore Bompiani

*life coach, formatore motivazionale ed esperto di  PNL

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PEAK STATE  (STATO DI PICCO)

Quel particolare stato d’animo in cui si è fermamente ed euforicamente determinati ad agire al fine di raggiungere i propri obiettivi, a discapito delle proprie paure, quali che esse siano, e comunque in generale si approccia ogni situazione con mentalità prolifica.(Fonte Web)

Sembra davvero fantastico, ma quante volte ci sentiamo così? Esiste un modo per vivere sempre al meglio?

La situazione in cui ci troviamo oggi e come agiamo è determinata da come ci sentiamo ovvero dalle emozioni che proviamo. Se abbiamo una visione negativa della vita, se tendiamo a vedere sempre tutto nero agiremo sempre in modo negativo e vivremo giornate sempre più nere. Se cerchiamo di aprirci al mondo guardando in modo positivo oltre l’orizzonte (oltre alle eventuali difficoltà del momento!) il cambiamento potrebbe essere immenso.

Le emozioni hanno la capacità di controllare la nostra vita: quello che viviamo, facciamo e diciamo. La vita non è mai facile, ma lo diventa se impariamo a metterci sulla giusta corsia. Naturalmente per agire in modo positivo bisogna mettersi in uno stato d’animo positivo.

Come può essere possibile un cambio di rotta? Agendo su tre aspetti: quello fisiologico, la comunicazione e la concentrazione.

La nostra mente ed il corpo sono interconnessi. Non dobbiamo pensarli come due unità separate e sconnesse. La nostra mente influenza lo stato del corpo e le sensazioni del nostro corpo influenzano le nostre sensazioni e di conseguenza le nostre azioni. Se ci alziamo dal letto “acciaccati” probabilmente inizieremo a lamentarci e saremo nervosi per tutta la giornata e questo condizionerà inevitabilmente la nostra giornata. Verifichiamo se il materasso è adatto alla nostra schiena, se abbiamo mangiato poco o male la sera prima di andare a dormire, se avevamo pensieri su ciò che era successo durante la giornata o per quello che doveva accadere il giorno dopo e cercate di rimediare. Nell’ordine: comprando un materasso migliore, mangiando le giuste quantità e qualità di alimenti la sera prima e magari prendendo una piccola quantità di melatonina per migliorare la qualità del sonno.

Quello che farà davvero la differenza sarà come affronterete proprio i primi minuti della giornata: se iniziate con un bel respiro ed un po’ di stretching (ci sono tantissimi video gratuiti on line!) già la giornata prenderà un andazzo diverso. Migliori sensazioni muscolari, maggiore ossigenazione ovvero pensieri più leggeri e positivi.

Un altro aspetto da tenere sotto controllo è sicuramente l’attenzione su ciò che facciamo. Quante volte mentre state facendo una cosa la interrompete, ne cominciate un’altra o fate controvoglia qualcosa che rimane a metà ed a fine giornata avete la sensazione di non aver concluso nulla?

Mettersi i giusti obiettivi e calcolare i giusti tempi tra impegno e recupero è fondamentale. Cercate di finire un compito prima di cominciarne un altro, tenete duro fino alla fine e poi prendetevi una ricompensa. Una pausa per il caffè, per una passeggiata. Se l’impegno fisico o mentale è elevato dividete il lavoro a metà e non andate per forza oltre le vostre possibilità. Potreste fare errori che vi farebbero perdere tempo e darvi la sensazione di non saper far nulla. Quindi programmare una serie di azioni con le relative priorità vi aiuterà a mantenervi concentrati ed avere ottime performance nel lavoro e nella vostra vita privata.

Non si può programmare ogni cosa della propria vita, ma avere una programmazione settimanale, giornaliera e delle prossime ore a venire permette di usare il tempo nel migliore dei modi con relativa soddisfazione e sensazioni positive.

Ultimo aspetto, ma non per questo meno importante è il linguaggio che avete verso voi stessi e gli altri. Forse non ve ne accorgete, ma durante la giornata parlate tantissimo tra voi e voi e spesso non siete gentili! Vi potete buttare giù dicendo: “ma capitano tutte a me, sono sfortunato ecc.” o auto- sostenervi dicendo: “ok cosa ho sbagliato? come posso farlo al meglio?” Non cambia la situazione, ma influirà sul risultato e sulle energie che metterete per uscire da quella situazione.

Scegliete le giuste parole con voi stessi e con gli altri e questo condizionerà moltissimo le vostre emozioni. Ricordate le parole che hanno effetto su di voi e vi sostengono ed imparate ad utilizzarle più spesso.

Imparate a riconoscere le frasi negative e cambiale. Fate in modo che non possano influenzarvi.

Se sarete riusciti a fare questo e lo farete ogni giorno raggiungerete quello che Anthony Robbins chiama “Peak State”, una sensazione in cui vi sentite pieni di entusiasmo e propositivi. Se imparerete ad ascoltare il vostro corpo, a controllare le vostre parole e sarete organizzati potrete far fronte ad ogni situazione perché sarete in grado di gestire le emozioni a vostro vantaggio e a prendere decisioni che vi porteranno al successo personale e professionale.

Per approfondire: Peak State di Giacomo Bruno /Bruno editore