A dieta dopo le feste: sì al detox no ai digiuni

L’errore più comune e grave a cui assisto dopo prolungati giorni di festa o vacanza è quello di optare per il digiuno o comunque restrizioni molto rigide. Saltare uno o più pasti o mangiare un solo tipo di alimento disorienta l’organismo e lo mette in allerta per cui finisce per attivare il sistema di stoccaggio. Gli alimenti ingeriti in questa fase di immagazzinamento saranno anche quelli più difficili da smaltire!

Come per ogni cosa nella vita la verità si trova nel mezzo per cui per non trovarci fra pochi mesi a fare gli stessi errori anche per la prova costume (che arriverà più in fretta di ciò che si pensi!) occorre imparare a mangiare bene.

In questa fase di “post abbuffate” sicuramente qualche giornata detox è l’ideale. L’obiettivo è eliminare le tossine dal corpo fare una sorta di pulizia in particolare degli organi emuntori che sono deputati proprio all’eliminazione di tutto ciò che non serve all’organismo. Si deve quindi preservare l’intestino tenendolo pulito con tisane e fibre, ma anche il fegato ed i reni ingerendo molta acqua e cibi depurativi. Indicati il tè bianco e le barbabietole rosse. Ottimi i cibi antiossidanti che rallentano l’invecchiamento delle nostre cellule. Aglio e zenzero hanno fantastiche proprietà e sono facilmente utilizzabili in molte ricette. Naturalmente evitate tutti i tipi di zuccheri compresi quelli delle bibite a meno che non si tratti di centrifugati o estratti di frutta e verdura freschi che sono invece molto indicati. Nessun grasso e cibo elaborato e naturalmente gli alcolici. Riducete i caffè alla colazione e al dopo pranzo.

Dopo questo periodo, che non deve superare la settimana, bisogna imparare delle sane abitudini alimentari. Un’ alimentazione corretta mantiene equilibrato il sistema endocrino ed il sofisticato meccanismo di regolazione degli zuccheri per cui non si ha voglia di spizzicare durante la giornata a patto che i pasti e gli spuntini siano regolari.

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Questo il mantra per il nuovo anno: Fine degli stravizi! Ricominciamo con equilibrio!

“….Niente di duraturo si ottiene se vogliamo passare per le scorciatoie: l’unico sistema è un impegno sincero, costante, vissuto con entusiasmo.
E’ necessario riprendere in mano la propria vita, riappropriandosi del proprio corpo “passo dopo passo”, scoprire in che cosa credete davvero, fare attenzione a come vi comportate e a quello che fate quando le cose non vanno per il verso giusto. A cosa dedicate tempo e come lo fate, ma anche a come spendete i soldi ed infine a come mangiate. Non è una questione di kg. anche se i kg c’entrano eccome! Ciò che siete sta nel vostro piatto, il vostro rapporto con il cibo dice tutto dell’atteggiamento che avete nei confronti della vita : mangiate nello stesso modo in cui vivete…)*

*dal mio libro “Dimagrire una scelta consapevole/Metodo integrato edito da Campi di Carta

questo aricolo lo trovi anche su RomaOggi : https://www.romaoggi.eu/index.php/2020/01/15/a-dieta-dopo-le-feste-si-al-detox-no-ai-digiuni-by-emanuela-scanu/?fbclid=IwAR10QiaU_7INQOw2XyxqygSq91RiPGlGSvwOL7fx4H4StorW1XodqdYCZNo

 

Il silenzio è un vero toccasana per il nostro cervello (più di quanto si pensi)

Recenti studi, non solo psicologici o medici, ma anche riguardanti settori diversi come il marketing sono concordi nell’affermare quanto il cervello necessiti di quiete per lavorare al meglio.

Il mondo con l’avvento della tecnologia sta andando sempre più di corsa. Sta diventando caotico, troppo competitivo e …stressante. Il cervello continuamente bombardato da stimoli visivi ed uditivi sta letteralmente andando in tilt!

Ecco la soluzione cercare quiete e silenzio. Sembra facile, ma non lo è. Non solo perché siamo circondati da rumore, ma anche perché abbiamo difficoltà di rilassarci anche nel momento del relax tanto siamo presi da quello che c’è da fare.

Ecco quindi che alcuni luoghi diventano vere e proprie mete come la Finlandia dove si è svolto recentemente uno studio proprio sulla quiete utilizzando lo slogan : “Silenzio per favore”! Sperimentare il silenzio e la bellezza, curarsi con una passeggiata, respirare con i giusti ritmi di tutto questo ha bisogno il nostro cervello per svilupparsi e lavorare al meglio.

Scienziati hanno scoperto che quando i topi sono stati esposti a due ore di silenzio al giorno, hanno sviluppato nuove cellule nell’ippocampo. Quest’ultimo è una zona del cervello associata con la memoria, l’emozione e l’apprendimento. La formazione di nuove cellule nel cervello non equivale necessariamente a dei benefici per la salute, tuttavia in questo caso, il ricercatore Imke Kirste afferma che le cellule sembravano assumere il funzionamento dei neuroni. E’ stato riscontrato quindi che il silenzio fa bene al cervello e aiuta le nuove cellule generate a differenziarsi in neuroni e integrarsi nel sistema. In questo senso, la quiete può letteralmente aumentare le potenzialità del cervello. (fonte web)

Anche i bambini sono stressati dalle continue stimolazioni ed hanno bisogno di quiete ancora più degli adulti poiché il loro cervello è ancora in fase di sviluppo.

Quando ci troviamo in uno stato di quiete viene favorita la riflessione, si allevia lo stress perché non vengono stimolati quegli ormoni che ne sono responsabili. Sicuramente ne ricaviamo uno stato positivo dal punto di vista psicofisico.

Quindi… “Silenzio, per favore”

La vita e le perdite di tempo

Spesso sono cose innocue. A volte si tratta addirittura di azioni lodevoli, eppure ci allontanano dalla nostra vita. In parole povere di fanno perdere tempo ovvero ci distraggono dai nostri propositi.

La vita nel nostro mondo moderno e frenetico è una continua perdita di tempo. Una vita di “dilazioni” di cose davvero nostre.

Prendo spunto dalle parole di Fabio Rosini nel suo libro l’arte di ricominciare (edizioni San Paolo) perché rispecchiano alla perfezione ciò che ogni giorno ascolto durante gli incontri con giovani e non a studio.

Gioventù spesa al cellulare invece che a studiare, notti passate a chattare invece che dormire, giornate passate come zombi perché pieni di sonno. Relazioni rovinate da profili falsi…

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Non sono certo contro la tecnologia io ne faccio uso anzi largo uso. Ma bisogna chiarire alcune cose:

Quanto tempo perso anche a rodersi la vita per rabbia ed invidia controllando la vita altrui. Menti bombardate da suoni, immagini, parole che il cervello non riesce a catalogare. E’ come avere un desktop sempre pieno di file sparsi che rallentano il lavoro. Anche le autoanalisi sterili sono tempo perso se non producono cambiamenti nella tua vita. Prima di guardarsi allo specchio bisogna prima pulirlo per riconoscersi.

Riconoscere i nostri valori, i nostri obiettivi dandogli priorità. Dormire quando si deve dormire, mangiare mando si deve mangiare, riposarsi e divertirsi quando è arrivata l’ora. Studiare, mantenere gli impegni, organizzarsi in modo sensato e programmare aiutano a non perdere tempo e ad avere risultati sul lavoro e sulle relazioni. Il modo caotico di vivere sempre bloccato da mille cose veramente secondarie e che non fa arrivare all’obiettivo è deleterio.

Imparate a concentrarvi su una cosa alla volta. Usate il cellulare per l’uso per il quale è stato inventato senza abusarne. Spegnetelo se state in famiglia: il vostro mondo è lì accanto a voi. Spegnetelo quando andate a dormire, perché suoni e le luci intermittenti frammentano il sonno e sarete nervosi l’indomani senza un reale motivo!

L’IMPORTANZA DEI VALORI

Oggi si dice spesso : “non ci sono più i valori di una volta, nessuno ha più valori…e così via” questo è un fatto sotto gli occhi di tutti. Di generazione in generazione alcuni VALORI sono stati dimenticati o persi in favore degli obiettivi (casa, soldi, lavoro), ma gli obiettivi senza i valori non rendono felici, ma solo stanchi e frustrati, perché si tende sempre ad alzare la posta volendo di più o cercando un nuovo obiettivo. Solo i valori danno senso a quello che facciamo! Tempo fa vi parlai delle “Parole gentili” che dovremmo reintegrare nel nostro vocabolario ed oggi vi dico di iniziare a pensare seriamente ai valori personali che muovono le vostre azioni.

Solo identificando i propri valori sarà possibile un vero benessere psicologico poiché permette di capire le motivazioni profonde delle vostre azioni, le guida e dà senso alle vostre scelte. Sapere cosa è più o meno importante ovvero stabilire una scala di valori  guida il vostro cammino liberandolo dai giudizi esterni e vi permette di affrontare paure o difficoltà.

Ma cosa sono i valori? Rappresentano i desideri più sinceri e profondi, quelli che vi permettono di aumentare la pienezza e il significato della vostra vita. Rappresentano ciò che volete fare, in cosa impegnarvi. Permettono di fare le giuste scelte per voi e di non arrendervi di fronte alle difficoltà, perché ogni azione ha un senso ed acquista dignità. Se non credete a ciò che fate o peggio non lo approvate non potete essere felici, non potete stare bene.

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Secondo la “Acceptance and Commitment Therapy” (ACT) i valori rappresentano le qualità delle azioni e dei comportamenti che mettiamo in essere nelle diverse aree della nostra vita.

I valori sono personali e soggettivi (anche se spesso condivisi dalla comunità in cui siamo inseriti o dalla famiglia di origine) quindi NON SONO GIUDICABILI poiché sentiti giusti e corretti. Ne deriva che se siete in contatto con i vostri valori potete vivere in maggiore armonia.

Fondamentale per comprendere i valori è distinguerli dagli obiettivi. Questo un esempio: essere una mamma presente e amorevole indica un valore , mentre “trascorrere più tempo insieme ai miei figli il pomeriggio” rappresenta un obiettivo .

In termini temporali possiamo definire i valori come  ASTRATTI e SEMPRE PRESENTI mentre gli obiettivi sono proiettati verso il futuro e sono concreti.

Importante è che i valori siano liberamente scelti e non imposti da famiglia, società, religione o comunità di appartenenza. Dovrebbero rappresentare una rielaborazione di ciò che ci viene insegnato da piccoli e acquistano un aspetto molto personale. Non si deve neanche essere schiavi dei propri valori. La rigidità fa spesso perdere il senso delle cose. I valori ci indicano il cammino, ma ogni tanto dobbiamo controllare come e dove stiamo andando e fare le scelte necessarie.

#Identificare i propri valori non è sempre facile, ma la ACT fornisce alcuni strumenti molto utili per aiutarvi in questo lavoro rispondendo sinceramente a queste domande:

Cosa vuoi veramente?

Cosa vuoi che la vita significhi per te?

Che tipo di persona vorresti essere (nelle diverse aree di vita: lavoro, famiglia, amici ecc.)?

Che tipo di relazioni desideri costruire nella tua vita?

Come vorresti agire nel mondo e con le persone?

Come desideri realizzare la tua vita?

E’ la tua festa dei 50 anni (o 80…), cosa ti piacerebbe che i tuoi amici più cari dicessero di te in tale occasione?

Cosa vorresti dicessero di te al tuo funerale?

Se avessi solo 24 ore di vita e non lo potessi dire a nessuno cosa faresti? Chi vorresti incontrare o visitare?

Cosa vorresti fosse scritto sull’epitaffio della tua lapide? Spesso infatti, il confronto con la morte stimola delle riflessioni profonde sul valore e sul senso ultimo della vita, e del senso che si desidera dare ad essa.

Gli ambiti in cui identificare i nostri valori:

FAMIGLIA: che tipo di sorella/fratello, figlio/figlia, padre/madre vorresti essere? Che qualità vorresti che la tua famiglia possedesse?

RELAZIONI INTIME: che tipo di partner desideri essere? Che qualità vorresti che avesse la tua relazione?

AMICIZIA: che tipo di amico/amica desideri essere? Quali particolari e qualità vorresti realizzare nelle tue relazioni di amicizia e conoscenza? Cosa significa per te  essere “un buon amico”, quali atteggiamenti e comportamenti fanno parte di questa definizione, per te?

CARRIERA E PROFESSIONE: che tipo di lavoro vorresti svolgere, se ti trovassi in un mondo ideale? Descrivi questo lavoro, e indica che tipo di rapporti vorresti avere con capo e colleghi.

CRESCITA PERSONALE E STUDIO: che percorso di crescita desideri fare? Che qualità personali, conoscenze, abilità e competenze vuoi sviluppare?

HOBBY: quali attività ricreative di piacerebbe svolgere? Attività fisica, oppure hobby e passatempi.

SPIRITUALITA’: non si parla solamente di religione ma di spiritualità in senso ampio, intesa come evoluzione interiore e personale, emotiva e cognitiva. Indica quali attività ti piacerebbe svolgere e quanto conta per te questo aspetto (dallo yoga alla psicoterapia a percorsi di autoconsapevolezza, preghiera o meditazione ecc.).

SALUTE E BENESSERE FISICO: che rapporto vuoi avere con la tua salute psicofisica? Che cura vuoi prenderti di te? In questo ambito rientrano l’attività fisica, uso di sostanze o tabacco, alcol, alimentazione, igiene di vita ecc.

#FONTE WEB

 

Se sei felice si vede!

Nella mia pratica clinica ho potuto appurare che felicità ed autostima vanno di pari passo. Infatti le persone felici sono quelle con un più alto indice di gradimento verso se stesse e sanno fare le scelte giuste. Non sono invidiose e ringraziano per quello che hanno pur volendosi migliorare. Ho fatto una lista, che vi invito ad allungare e condividere, di qualità che rendono migliore la qualità della vita e promuovono l’autostima. Tranquilli: alcune di queste si possono imparare …abbiate fiducia!

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Le persone felici sono consapevoli dei propri valori e impostano la propria vita di conseguenze: sanno esattamente cosa le rende felici e cosa no e strutturano le proprie vite in modo da massimizzare il tempo che impiegano a fare cose che li rende felici e ridurre al minimo il tempo impiegato a fare cose che non li rende felici.

Le persone felici imparano dai propri errori e dalle difficoltà.  Tutti commettono degli errori :  sul lavoro, in amore, economici, e in ogni altro aspetto della vita. Ma le persone felici si assicurano di imparare dai propri errori e dalle difficoltà così da non ripetere gli stessi sbagli mai più.

Le persone felici non badano a quello che gli altri pensano di loro e non si preoccupano di accontentare tutti. Non importa quello che fai, ci sarà sempre qualcuno che non ti apprezza, ti giudica o ti critica. Le persone felici lo capiscono e sanno che preoccuparsene significa sprecare energie preziose che potrebbero essere impiegate altrimenti.

Le persone felici sono grate per quello che hanno. Non si concentrano su ciò che non hanno, ma godono ed amano ciò che posseggono.

Le persone felici non si preoccupano delle cose che sono al di fuori del proprio controllo. Preoccuparsi è una cosa naturale, ma una volta che si impara a non stressarsi per le cose che non dipendono da noi si libera un sacco di energia positiva.

Le persone felici sanno di non essere il centro dell’universo E di conseguenza capiscono che il modo in cui alcune persone si comportano potrebbe anche non dipendere da loro – quindi non se la prendono troppo.

Le persone felici non fanno le vittime A tutti capitano delle cose brutte, ma le persone felici sanno capire che piangersi addosso non li porta da nessuna parte. Quindi affrontano le brutte cose, le risolvono e ripartono da lì, invece di restare con le mani in mano a fare del vittimismo.

Le persone felici si circondano di persone positive. Siamo tutti in qualche modo influenzati dalle persone che abbiamo intorno. Se ci circondiamo di persone positive e stimolanti, finiamo noi stessi per sentirci più positivi ed ispirati. Al contrario, se ci circondiamo di persone negative e cupe anche noi tenderemo a sentirci così.

Le persone felici hanno uno stile di vita sano. La maggior parte delle persone felici mangiano bene, dormono bene e fanno spesso esercizio fisico. È quasi una legge di natura. (SE MANGI BENE VIVI BENE E PENSI BENE!)

Le persone felici sono propositive. Le persone felici non credono che il mondo gli debba qualcosa. Di conseguenza sono propositive e sanno di dovere lavorare per ottenere quello che vogliono dalla vita. Lavorano e s’impegnano, ma sanno apprezzare anche le piccole cose della vita.

 

Sempre più spazio alla psicologia del benessere

Da sempre incentrata sulla psicologia del “malessere” l’attività di noi psicologi si sta spostando su un’area considerata psicologia del benessere.

Un campo decisamente nuovo, ma che fa riflettere sulle nuove esigenze delle persone ed i nuovi “mali di vivere”.

Questo ramo della psicologia aiuta le persone a migliorare il proprio stato di benessere in assenza di problematiche psicologiche. In un’epoca di forti stress in cui il  tempo non basta mai e che sembra scivoli dalle dita, dove le richieste della società che ci vuole tutti perfetti automi sono pressanti e sempre nuove, i momenti di malessere possono essere davvero tanti.

Per potersi oggi riappropriarsi del proprio corpo e del proprio tempo bisogna acquisire strumenti utili e pratici per non soccombere e a lungo andare ammalarsi davvero nel fisico e nella psiche.

Cosa ci viene sempre più richiesto? Imparare a comunicare efficacemente (vi ricordo che comunicare è molto complesso e riguarda in gran parte anche la capacità di ascolto che sembra non interessare a molti in questo particolare momento!)

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Altra richiesta pressante è quella di imparare a sapere gestire lo stress così come definire e raggiungerei propri obiettivi. Queste ultime tre cose sono strettamente correlate infatti si arriva allo stress quando non si sono ben definiti gli obiettivi si procede a caso ed inevitabilmente non si hanno i risultati sperati. Nel mio caso lo vedo spesso nelle signore che decidono di seguire una dieta senza aver creato un vero percorso ed avere gli strumenti per farlo che finiscono inevitabilmente per  perdere tempo ed autostima allontanandosi sempre più dal risultato!

Sempre più spesso le persone hanno la sensazione di “perdere il proprio tempo” o di non avere abbastanza tempo per dedicarsi ai propri progetti. In effetti organizzare al meglio il tempo è fondamentale infatti la non gestione di rende letteralmente “schiavo del tempo”.
Ci sono due termini fondamentali quando parliamo di gestione del tempo:  urgenza ed importanza. Le prime sono considerate come un susseguirsi di situazioni a cui far fronte le seconde sono quelle che vengono tralasciate, ma che risultano essere davvero importanti per il nostro benessere.
Ecco quindi che lo psicologo può intervenire in tutti questi aspetti in modo obiettivo per aiutarvi a gestire in modo ottimale il proprio tempo, ma anche a tener fede ai vostri impegni ed obiettivi arginando le fonti di stress.

Ridere fa bene: lo conferma la scienza!

Il sorriso è una forma di comunicazione non verbale con la quale esprimiamo tutta la nostra serenità e il piacere di stare con la persona che abbiamo davanti. Quando sorridiamo si attivano ormoni che riducono lo stress, ci fanno sentire più sicuri e meno ansiosi..provare per credere!!

Ma quando facciamo un sorriso cosa accade nel nostro corpo?

Tecnicamente buttiamo fuori aria dalla cassa toracica tramite contrazioni dei muscoli intercostali. L’intensità e il ritmo delle contrazioni sono però più intensi nel ridere rispetto a respirare e parlare. In una risata spontanea la contrazione produce il suono inconfondibile, ecco perché ogni persona fa una risata differente.

Ci sono almeno due modi di ridere: c’è una risata genuina, che provoca una vera esplosione di gioia, generata dai muscoli. Si sente la differenza fra il rumore di un’incontenibile risata di pancia di chi risponde a qualcosa di veramente divertente e quello di un più gutturale “ah ah ah”, di chi magari si sente a disagio. C’è anche differenza in come ci si sente dopo una risata genuina, in cui si liberano endorfine che causano una leggera euforia e, secondo le ricerche, aumentano la tolleranza al dolore. La falsa risata non produce la stessa sensazione di benessere.

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Avviene anche una risposta cerebrale a una risata volontaria che è diversa da quella spontanea. Nel primo caso si attivano le aree del cervello dedicate alla metallizzazione e al linguaggio; la risata involontaria è invece associata all’ipotalamo e al rilascio di ormoni. Studi dimostrano che una risata spontanea causa una piccola iniezione di endorfina, perché è prodotta da un esercizio sui muscoli interni, incluso il cuore.

Quando si è bambini le risate sono così sincere da provocare molta felicità.. I bambini ridono in continuazione. È una misura del piacere che provano, della loro felicità e del divertimento. Quando sono piccoli usano la propria risata per parlare, per mandare un segnale agli altri, ed usano allo stesso modo il pianto. Un bambino che piange ti sta dicendo di smettere quel che stai facendo, ugualmente un bambino che ride dice di continuare. Ridere è un invito a giocare: un modo per capire che si sta facendo qualcosa di gradevole, divertente e godibile.

Durante la giornata proviamo emozioni, queste producono spesso leggeri sorrisi che non hanno alcun suono. In questo modo noi umani sorridiamo molto più di quanto non percepiamo!

P.S. Se siete in cerca dell’anima gemella sorridete di più!

Molti studi hanno dimostrato che il sorriso è anche un’ottima arma di seduzione: un bel volto sorridente, infatti, è più attraente di una faccia con un’espressione più seria. E, davanti a certi sorrisi è impossibile resistere e non innamorarsi al primo sguardo.

fonte: web