Il senso di solitudine

Oggi vi propongo una riflessione sul senso di solitudine. Tema attuale sebbene la tecnologia ci dia l’impressione di essere sempre connessi e presenti nella vita degli altri.

Il senso di solitudine provoca l’ansia; anzi , è l’origine di ogni ansia. Essere soli significa essere indifesi, incapaci di penetrare attivamente il mondo che ci circonda; significa che il mondo può accerchiarci senza che abbiamo la possibilità di reagire. Oltre a ciò è fonte di vergogna e spesso senso di colpa.

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Bisogno primario dell’uomo è quindi il bisogno di superare l’isolamento, di evadere dalla prigione della propria solitudine. L’uomo di qualsiasi età e civiltà è messo di fronte alla soluzione dell’eterno problema ovvero di come superare il senso di solitudine : dall’uomo delle caverne, al contadino egiziano, al navigatore fenicio fino al moderno impiegato tutti cercano una soluzione.

Le soluzioni sembrano molteplici, ma in realtà sono limitate e sono solo proposte dall’uomo nelle varie civiltà in cui è vissuto. La storia della religione e della filosofia è la storia di queste soluzioni, delle loro diversità, dei loro limiti. Le soluzioni dipendono, fino ad un certo limite, dal grado d’individualità raggiunto dall’uomo nell’infanzia.

Riflessioni da : L’arte d’amare di Erich Fromm

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