Non solo leggi, ma educazione per risolvere il doloroso tema della violenza sulle Donne

Giovedì 27 aprile scorso si è svolto il Convegno “La violenza di genere in Italia”. L’evento fa parte di un ampio progetto itinerante, “Lo Sport contro la violenza sulle Donne…per vincere insieme”, che coinvolge molte realtà, location ed illustri relatori in questa occasione ospitati presso la Casa Internazionale delle Donne nel cuore di Roma: un luogo simbolo per l’emancipazione femminile.

In apertura le parole di ringraziamento ed i saluti dell’organizzatore Carmelo Mandalari, a cui è seguito un intervento della giornalista Manuela Rella che, dopo aver condiviso i tristi dati statistici riguardo la violenza psichica, fisica ed economica, ha sapientemente moderato l’incontro.

L’azione determinante viene svolta dall’educazione all’interno della famiglia ed in sinergia con la scuola: su questo dato sono d’accordo tutti, tra cui la Senatrice Fabiola Anitori, la quale ha sottolineato anche un dato molto importante ovvero che la violenza di genere crea più invalidità permanenti e morti nel mondo rispetto ai tumori, agli incidenti e alla malaria. Considerazioni allarmanti anche da parte dell’On. Fabrizia Giuliani che fa luce sul fatto che la violenza non viene riconosciuta subito e che spesso viene presa per un evento occasionale o addirittura prova d’amore e quindi si rende necessario anche agire sulla consapevolezza di certe dinamiche con le donne. L‘ Avv. Luana Campa ha sollevato un altro terribile problema ovvero la violenza effettuata nelle mura domestiche sotto gli occhi dei figli ed il grande numero di orfani che questa realtà ha prodotto con tutte le conseguenze che si possono immaginare.

Mi sono trovata d’accordo con il Prof. Francesco Bruno che ha “punzecchiato” la platea sul fatto che gli uomini sono partoriti da Donne e che quindi la responsabilità educativa è in gran parte loro. Purtroppo non di rado, durante la mia attività clinica, assisto a diversi metodi educativi applicati dalla stessa madre nei confronti di figli di sesso diverso. Da una bambina si pretende che a 8 anni tenga pulita la camera e rifaccia il letto, mentre dal maschio 14enne no, perchè maschio appunto.

Questo crea un diverso modo di vedere la donna da parte degli uomini, ma anche da parte delle donne. L’azione della madre ha un effetto negativo non solo sul ragazzo che gode di una sorta di superiorità di genere, ma anche nei confronti della ragazza che si sente svalutata come se fosse una cosa normale e scontata.

Tanta strada è stata fatta dall’abolizione della legge sul delitto d’onore, che è solo del 1981, ma ancora tanta ne deve essere fatta in ambito legislativo. Putroppo la legge può poco se alla base non c’è un’educazione equilibrata in cui i diritti per entrambi i sessi diventi una cosa normale.

Durante il convegno tutti gli intervenuti hanno confermato il loro impegno per promuovere azioni positive e durature per risolvere o almeno arginare questa terribile realtà ognuno con le proprie competenze e professionalità: il Senatore Domenico Scilipoti, il Prefetto Francesco Tagliente, il Ministro dello Sport Luca Lotti, l’ Avv. Monica Nassisi, la Dr.ssa Cappelluti Roberta, il Dr. Dario Coppi Vice Presidente AICEM e la Dr.ssa Elena Maglio Presidente della Squadra Calcio Femminile Elena Magnester.

Numerosi gli Ospiti presenti tra cui la Consigliera Regionale Cristiana AVENALI, la Dr.ssa Cristina Chiuso Delegata CONI Lazio, la Dr.ssa Patrizia COTTINI – FIGC – Lega Nazionale Dilettanti Dipartimento Calcio Femminile, la Rappresentativa dell’ Ente di Promozione sportiva AICS, la Dr.ssa Teresa Manes Presidente Ass.ne Italiana Prevenzione Bullismo, il Dr. Francesco Riccardi, la Dr.ssa Merola Daniela, la Dr.ssa Emanuela Scanu Psicologa, la Dr.ssa Federica Elia, la Dr.ssa Linda Rombolà, il Dr. Massimo Mattioli, il Dr.Alessandro G. Mandraffino, la Rappresentativa dei Centri Volontari Difesa Territoriale, dei Blueberetsinternational Corps e i Corpi Sanitari Internazionali.

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